
In tutta onesta’ intellettuale Vi diro’ che di Voi, a parte rarissimi casi, non me ne frega nulla. Ci tengo a sottolinearlo. Ci tengo a dirVi che senza ombra di dubbio, se potessi, trascorrerei meglio le mie giornate altrove e in ben piu’ piacevoli compagnie.
Sappiate, pertanto, che se mi accorgo di un problema, lo porto alla Vostra attenzione non per aiutarVi ne’ per farVi notare un errore o una mancanza. Lo faccio esclusivamente perche’ mi pagano per farlo. Vi assicuro che, se non mi pagassero per farlo, non lo farei. Lo faccio perche’ in ogni caso, che il problema sia Vostro o mio, prima o poi mi sfiorera’ dal momento che lavoriamo per la stessa societa’. Magari apparteniamo a dipartimenti diversi, ma Vi ricordo che alla fine del mese chi ci paga e’ lo stesso soggetto giuridico.
Vi pregherei, quindi, di porre l’attenzione sul fatto che almeno nel mio caso – ma forse riflettete tutto su Voi stessi – se vengo a dirVi che qualcosa non torna, non e’ mia intenzione incolpare ne’ responsabilizzare qualcuno.
Il prossimo capo che mi parla di “lavoro in team”, giuro, lo defenestro!
In fede.
F.R.
P.S.: Aspettate che finisca il periodo di prova e poi qualche “vaffanXXXX” lo indirizzo…

Giugno 17, 2009 alle 8:36 pm |
Come si lavorerebbe bene se tutti la pensassero come te… Tieni duro, che le innovazioni hanno bisogno di tempo per affermarsi, soprattuto in un Paese come il nostro.
Tu ragioni in modo pragmatico e concreto perchè dove lavoravi prima non potevate permettervi di perdere tempo ed energie. La realtà in cui lavori adesso è diversa. E’ una realtà molto più grande e complessa che ha le sue tradizioni e le sue “abitudini” che sono lente a cambiare.
Per fortuna però la grandezza dell’azienda permette anche di avere più mezzi (economici e di persone) a disposizione di conseguenza anche un margine di miglioramento e di impatto più ampi. Q
Quindi: sangue freddo e pazienza. La tradizione è un fondamento necessario e un punto di partenza, ma solo il nuovo può cambiare il corso della storia.
Giugno 18, 2009 alle 4:57 pm |
Caro Checco, se posso, aggiungerei alla fatidica frase “lavoro in team” anche concetti quali “siamo una squadra” e “condivisione”…
Ma condivisione di che?????????
Alla prossima cena -se ci sarai- parliamone…forse puoi darmi qualche dritta su come affrontare il cambiamento e i nuovi capi…;)
Giugno 19, 2009 alle 12:47 pm |
se avessi le palle spediresti il link di questo post ai tuoi colleghi
Giugno 19, 2009 alle 2:06 pm |
@Keope:
Volentieri… Prima, pero’, dammmi tempo di capire i miei!!!
@Loranablog:
Attendo di finire il periodo di prova!