Vedete Cari!

Pubblicato: febbraio 17, 2007 da checco76 in Musica, Passione, Pensieri, Vita Quotidiana
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Non e’ casuale ascoltare tre volte nello stesso giorno (o notte? ma fa poca differenza per uno che soffre d’insonnia) la medesima canzone; ancorpiu’ se citata da altrettante persone differenti e se la stessa ha quasi 40 anni. Poiche’ al caso io non credo (cosi’ come non credo agli oroscopi ed alle cartomanti di via Brera) ho interpretato, dall’alto della mia omniscienza, tale segnale (vi ricordo che sono Ing. in Telecomunicazioni 😦 ) ed ho dedotto che la seguente avrebbe dovuto necessariamente essere la prossima canzone sul blog:

Vedi Cara

Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.

Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Non capisci quando cerco in una sera
un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè
questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

[Francesco Guccini – Due Anni Dopo – 1970]

Volevo farvi notare anche “L’Abbraccio” di Egon Schiele che appare come “cappello” del presente post ed e’ dedicato ai cari che avranno voglia di leggersi per benino il testo, senza pensare che sia la mia solita “canzone triste”! 🙂

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commenti
  1. Lorenzo ha detto:

    io penso che uno ascolti canzoni tristi quando si sente triste, in questo modo si sente un po` meno solo. perquindi questo testo mi sembra abbastanza una poetica rivendicazione del diritto ad essere tristi. non so Checco, mi sento ora piu` lontano dal tuo modo di pensare, ma probabilmente una volta eravamo piu` vicini. io quando leggo alcuni dei messaggi del tuo blog penso che tu non sia felice. probabilmente quando tu leggi molti dei miei pensi che sia un imborghesito rivoluzionario da blog. penso che ti accontenti di come vanno le cose perche` hai paura di rischiare, che sei senza energie per uscire da una situazione che non riesci a controllare. perche`, forse, ti manca anche il tempo da dedicarti per il lavoro che ti strozza. pero` ogni tanto mi sembra che il tuo pessimisno sia piu` che altro una scusa, per stare tranquillo, perche` forse giustamente ti senti ancora in una fase post trauma. E di questo mi lamento non per darti contro, ma per denunciare la mia impotenza ad aiutarti, per lontananza, e me ne dispiaccio. “fugge il sogno, io resto qua!”: direi meglio pensare alla prossima mossa.

  2. checco76 ha detto:

    Uhm… Interessante. Ad essere sincero, pero’, io non ascolto canzoni tristi perche’ sono triste. Ho sempre ascoltato quel genere di canzoni perche’ mi piacciono! Tu sai benissimo che il mio pessimismo cosmico e’ solo un pessimismo di facciata. Altrimenti mi sarei gia’ suicidato! 🙂 Sono un inguaribile ottimista, purtroppo… 😉

    No…. Le cose vanno piuttosto bene e il trauma e’ passato. Si’, il lavoro mi strozza, ma negli ultimi mesi mi sono dato una bella “botta di vita”. E’ tornata finalmente la voglia di uscire, di conoscere gente e di divertirmi! Lo faccio, sono stanco (dormo circa 4 ore a notte), ma sono sereno!

    Quando ho avuto bisogno chi voleva starmi vicino lo e’ stato! Tu tra quelli. Permettimi quindi, ora che le cose vanno molto meglio, di renderti partecipe del mio nuovo stato d’animo! Ma cio’ non significa che io debba ascoltare la Pausini!!! 🙂 Al liceo ed all’universita’ ascoltavamo (e personalmente lo ascolto ancora) “The Wall” che non e’ esattamente “l’Inno alla Gioia”!!! Eppure ricordo quegli anni come felici e spensierati.

    Mi sento, quindi, di dire che “dimmi cosa ascolti e ti diro’ chi sei” non funziona! Ciao caro e a presto!!! Un abbraccio a te ed alla signora!

  3. Daniele ha detto:

    Anch’io ascolto canzoni tristi: quasi tutta la produzione dei Pink Floyd si può definire triste, poi ascolto canzoni d’amore alla Celentano, alla Battisti, alla Dido che in linea di massima se non sono tristi sono almeno malinconiche.
    Ma non riesco, non ci riesco proprio, a lasciarmi andare all’oblio dei cantautori italiani che Checco predilige.
    Proprio no. Li ascolto, li apprezzo, ma a piccole dosi.

    Ma è meglio ascoltare la Pausini o Guccini?
    Forse la cosa migliore è ascoltarli tutti e due, scegliendo il meglio di uno e dell’altro.
    Lasciandosi andare alle canzoni mielose e lasciandosi cullare dalle canzoni tristi.

    Ma c’è canzone triste e canzone triste.
    Da una parte ci sono quelle tristi e rassegnate.
    Dall’altra ci sono quelle tristi perchè trattano di argomenti tristi come la fine di una storia ma che danno una speranza. Io prediligo di gran lunga queste ultime.

    Eccone un esempio che mi piacerebbe voi commentaste:

    INSIEME A TE NON CI STO PIU’

    Insieme a te non ci sto più
    guardo le nuvole lassù

    Cercavo in te la tenerezza che non ho
    la comprensione che non so
    trovare in questo mondo stupido.

    Quella persona non sei più
    quella persona non sei tu
    finisce qua
    chi se ne va che male fa.

    Io trascino negli occhi
    dei torrenti d’acqua chiara
    dove io berrò …
    io cerco boschi per me
    e vallate col sole più caldo di te.

    Insieme a te non ci sto più
    guardo le nuvole lassù

    E quando andrò devi sorridermi se puoi
    non sarà facile ma sai
    si muore un po’ per poter vivere.

    Arrivederci amore ciao
    le nubi sono già più in là
    finisce qua
    chi se ne va che male fa.

    (Cantata in origine da Caterina Caselli. Parole di Paolo Conte – 1968)

  4. Buffus ha detto:

    io adesso sto ascoltando solo musica consigliatami da altre persone, per cercare di cambiare un po’ di cose e di ampliare le mie conoscenze.. ma quando inciampo in guccini è difficile uscirne..

  5. checco76 ha detto:

    Caro Gianluca… Il Guccio e’ il Guccio, cosa ci si puo’ fare? 😉

  6. Lorenzo ha detto:

    Checco e Gianluca mi sembrano il cattivo maestro e l`allievo 🙂

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