Effetti Collaterali

Pubblicato: settembre 19, 2009 da checco76 in Uncategorized

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Erano tutti bravi ragazzi. Erano soldati. Erano soldati inviati in zona di guerra. Sono stati inviati in zona di guerra dall’Italia, ovvero da tutti noi. Oggi ne piangiamo la scomparsa, ma sono lacrime di coccodrillo.

Quando li abbiamo inviati sapevamo benissimo a cosa sarebbero andati incontro. Sapevamo che sarebbero potuti tornare vivi o meno. Lo abbiamo deciso noi con il nostro affermativo o silenzioso assenso. Lo abbiamo deciso votando i nostri rappresentanti (non mi interessa se di destra o di sinistra).

Chi oggi parla di ritiro, chi dice di riportare a casa “i nostri ragazzi” deve essere conscio che “i nostri ragazzi” li abbiamo spediti la’ noi! Giusto? Sbagliato? Non lo so, so solo che noi italiani eravamo in maggioranza a favore dell’intervento di truppe italiane in quel paese cosi’ come in Iraq. Non diamo, quindi, la colpa ad altri. La responsabilita’ e’ di tutti. Cosi’ come sara’ di tutti quando succedera’ di nuovo, perche’ in guerra i soldati muoiono, e quando succedera’ saremo di nuovo qui a piangere, a criticare, a volere un rietro, ma, cosi’ come succedera’ martedi’ prossimo, ce ne dimenticheremo in fretta e vivremo come se qualcun’altro abbia deciso per noi.

Quindi tacciamo. Lasciamo il cordoglio a chi veramente ha diritto di piangere – mi riferisco alle madri, ai padri, alle mogli, agli amici dei soldati caduti – e prendiamoci tutte le nostre responsabilita’.

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commenti
  1. Bosley ha detto:

    Difficilmente intervengo su questi temi,preferisco farlo intorno a un tavolo con un bicchiere di vino in mano piuttosto che davanti ad una tastiera.
    Ma farò un eccezione,perchè stavolta ne ho le palle piene.
    Riportiamoli a casa…
    Ma non ” lasciamoli stare ” quando qualche settimana fa un villaggio in afghanistan è stato bombardato per uno spiacevole errore dagli americani sterminando centinaia tra donne e bambini.
    Però quei 6 poveri ragazzi,soldati per scelta,erano italiani e questo fa la differenza,è chiaro…

  2. sir charles ha detto:

    in una settimana muoiono più italiani in macchina di quanti ne sono morti nella “guerra” in afghanistan.quale è la più stupida?quale mamma piangerà di più?la vita di alcuni vale più di quella di altri?allora diaciamo pure che sono morti dei soldati(ben pagati)in un ambito dove questo può accadere.trovo persino assurdo che ne parli un tg..ma quelli sono pagati per sparare cazzate…ma tu secco, che scusa hai?

  3. checco76 ha detto:

    Aho! Ma l’hai letto il Post? Ah, Pelato!!!

  4. Lorenzo ha detto:

    “Sei militari italiani sono morti in un attentato. 1200 italiani e stranieri muoiono ogni anno sul lavoro. La guerra ha le prime pagine, il cordoglio, i funerali di Stato. Il lavoro ha un silenzio di tomba….”

    Checco, teniamo i numeri in considerazione, altrimenti dobbiamo pensare di prenderci tutti il tamiflu per sta cazzata di febbre del maiale.

  5. checco76 ha detto:

    Oh mio Dio… Signori… Non se ne dovrebbe proprio parlare. Evidentemente il Post non era chiaro. Piantiamola di piangere. Mandare soldati in zona di guerra significa anche accettare che muoiano.

    Non e’ la guerra che riempie le prime pagine, e’ l’ipocrisia che le riempie.

  6. Roberto ha detto:

    Buongiorno. Mi permetto di aggiungere che rispetto alle persone che ogni anno muoiono per le condizioni sanitarie scadenti presenti negli ospedali italiani, il numero esiguo, anche se triste, dei militari uccisi non merita le prime pagine per tre giorni di fila …

    … se non per motivi politici.

    O la vita di un soldato pagato per andare a fare la guerra vale di piu’ di quella di un comuine cittadino?

    Ci spieghi Lei perche’.

    • checco76 ha detto:

      A dire il vero non penso di aver nulla da spiegare a nessuno. Cio’ che ho cercato di dire nel post – evidentemente con pochissimo successo – e’ che e’ del tutto normale che dei soldati, spediti in territorio di guerra dal “sovrano popolo italiano”, possano rimare uccisi. E’ giusto darne notizia, ma e’ inutile articolare sintesi diverse dall’evidenza.

      Cio’ che manca in questo paese e’ la coscienza da parte di ognuno di appartenere ad un sistema. Nel caso specifico il sistema (cioe’ noi) ha deciso per l’invio, ergo ognuno di noi e’ responsabile per la vita di quei soldati morti, i quali, comunque, sapevano benissimo che avrebbero potuto incorrere in tale fine.

      Non trovo che tale situazione possa essere paragonata alle morti bianche o agli incidenti automobilistici. Anzi, il sistema (cioe’ noi) genera molte norme per evitarli/prevenirli (forse addirittura troppe). Semmai la responsabilita’ del singolo e’ quella di non vigilare troppo attentamente alla loro applicazione (qui si aprirebbe un dibattito infinito, volendo…), ma non vi e’ nessuna responsabilita’ attiva come nel caso dell’invio di truppe, semmai la responsabilita’ e’ di tipo passivo…

      Spero di essere stato chiaro, ma qualche linea di febbre ottenebra i miei pensieri…

  7. Luca ha detto:

    E quelli che sono morti/muoiono/moriranno per la febbre suina?

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