Le Centrali Nucleari Sono Sicure?

Pubblicato: aprile 30, 2011 da checco76 in Attualità, Cronaca, Giornalismo, Lavoro, Politica, Societa', Tecnologia
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Premetto che lavoro per una società che ha interessi nel mercato dell’energia. Ciò che scriverò, comunque, lo scriverò a puro titolo personale.

Le centrali nucleari sono sicure? Ritengo di poter dire di sì. Ma bisogna capire cosa s’intende con il termine “sicure”. Significa che sono state messe in atto una serie di accorgimenti tecnici affinché  un incidente possa verificarsi con una probabilità estremamente bassa.

Tale approccio e’ applicato in tutte le installazioni industriali. Quando si affrontano queste tematiche bisogna tenere in mente che non esiste nessuna attività umana a rischio zero. Camminare e’ sicuro? Sì? Eppure a qualcuno può succedere, mentre cammina, di inciampare, cadere, picchiare la testa e morire. Se accettate che tutto ciò che facciamo contiene una certa dose di rischio, potete continuare a leggere, altrimenti il seguito non avrà per voi nessun senso.

Tutti gli studi legati alla sicurezza partono dalla definizione di “rischio accettabile”. Cos’e’ il rischio accettabile? Cerco di spiegarlo al meglio… Supponiamo che io voglia andare a vedere un concerto cui tengo molto e che probabilmente interessa tantissime persone. Se il rischio di non trovare il biglietto che sono disposto a correre e’ alto, posso andare la sera stessa del concerto presso la biglietteria e provare a chiedere se e’ rimasto un posto. Altrimenti, se il rischio che voglio correre e’ basso, mi piazzo sul sito dieci minuti prima dell’apertura delle vendite on-line e ne compro 20… In pratica, tanto più basso e’ il “rischio accettabile”, tanto maggiori sono le contromisure che vengono studiate per raggiungere l’obiettivo.

 Voglio che una centrale nucleare sia sicura? Allora devo mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili per ottenere un “rischio accettabile”. Quindi, per esempio, non metto un solo diesel di emergenza, ne metto due, tre, quattro… Finché non ritengo che sia altamente improbabile che tutti vengano messi fuori uso contemporaneamente.

A questo punto la centrale ha un rischio di incidente pari a zero? No! Perché può arrivare un’onda altra 15 metri che spazza via tutti e tre i diesel. Supponiamo adesso che io abbia 5 diesel di emergenza e li metta in cima ad una collina. Bene, ho fregato lo tsunami.

Ma non avevo considerato 5 terroristi suicidi che in nome di una qualche guerra santa hanno deciso di schiantarsi contemporaneamente contro i miei diesel. In più, si sa, la fortuna e’ cieca, ma la sfiga ci vede benissimo quasi quanto i terroristi e riescono a centrare la mia sfigatissima centrale.

Non la sto “buttando in vacca”, sto solo cercando di spiegare che per quanto si aumenti il grado di protezioni ed accorgimenti tecnici, una certa dose di rischio rimane sempre.

Quindi, per tirare le somme, le centrali nucleari sono sicure considerando un certo livello (basso quanto si voglia) di “rischio accettabile”.

Ma abbiamo veramente bisogno delle centrali nucleari? Per rispondere a questa domanda e’ necessario fare qualche premessa.

In un paese come l’Italia e’ necessario fornire un carico base (ovvero la potenza che e’ necessario avere disponibile in ogni momento sulla rete) di circa 30GW. Tale energia deve essere sempre disponibile, di giorno, di notte, d’inverno, d’estate, etc. etc.. Dal momento che l’energia elettrica non può essere immagazzinata, l’unica soluzione e’ produrla nel momento stesso in cui viene richiesta.

Per produrre il carico base non e’, quindi, possibile utilizzare quelle che vengono chiamate “energie rinnovabili”, perché per loro natura non hanno una disponibilità costante. Il solare di notte ha qualche problema; l’eolico dipende dal vento, e così via. Per produrre il carico base, almeno con le tecnologie attuali, non rimangono grandi alternative (per quanto ne dicano). La scelta e’ tra carbone, gas, energia nucleare. Quale di queste tecnologie adottare e’ una questione più politica che tecnica. Il nucleare, in caso d’incidente, ha il problema delle radiazioni ed il problema delle scorie. Gas e carbone hanno il problema dell’aumento della CO2…

Insomma, non esiste la soluzione a tutti i problemi, ciò che mi sembra manchi e’ la volontà di affrontare l’argomento energetico senza preconcetti.

Attendo insulti.

CIAO!

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commenti
  1. Lorenzo ha detto:

    – “Sì? Eppure a qualcuno può succedere, mentre cammina, di inciampare, cadere, picchiare la testa e morire.”; si’, ma l’area di 30 km attorno a lui e’ ancora compatibile con la vita 😆

    – “Quindi, per tirare le somme, le centrali nucleari sono sicure considerando un certo livello (basso quanto si voglia) di “rischio accettabile”.”; ma secondo me e penso molti altri il “rischio accettabile” di una centrale nucleare e’ zero, perche’ in caso di incidente le conseguenze sono troppo amare.

    – “Ma abbiamo veramente bisogno delle centrali nucleari?”; io penso di no, da quando ho letto quanta energia prodotta viene sprecata sul tragitto; investirei piu’ volentieri una persona come te nell’innovazione per limitare le perdite di energia che gia’ si produce.

    – “Gas e carbone hanno il problema dell’aumento della CO2…”;carbone e gas non hanno problemi di CO2 quando i gas delle industrie sono usati, ad esempio, per fertilizzare le alghe per produrre olii. Piccolo esempio per dire che ci sarebbe tanto da perfezionare invece che andare dietro al nucleare. Inoltre, mi piacerebbe vedere quanto C02 viene immessa nell’atmosfera per ottenere il combustibile delle centrali nucleari e quanto vengano inquinate le aree di estrazione. Inoltre, nella tua analisi, permettimi di dire, “un po’ di parte”, salti un problema molto grosso, quello delle scorie radioattive.

    – “ciò che mi sembra manchi e’ la volontà di affrontare l’argomento energetico senza preconcetti.”; io penso che Chernobyl e Fukushima siano due fatti piu’ che preconcetti.

    Senza rancora, eh?

  2. loranablog ha detto:

    eddai ti sei offeso 🙂 ?

    • checco76 ha detto:

      Ma quale rancore, mi capitasse di parlare sempre con persone della tua apertura mentale sarei molto meno stressato…

      Vediamo i punti.

      – “Sì? Eppure a qualcuno può succedere, mentre cammina, di inciampare, cadere, picchiare la testa e morire.”; si’, ma l’area di 30 km attorno a lui e’ ancora compatibile con la vita

      Sorrido… Era un esempio e lo sai benissimo! 😀

      – “Quindi, per tirare le somme, le centrali nucleari sono sicure considerando un certo livello (basso quanto si voglia) di “rischio accettabile”.”; ma secondo me e penso molti altri il “rischio accettabile” di una centrale nucleare e’ zero, perche’ in caso di incidente le conseguenze sono troppo amare.

      Perfetto. Allora il problema non si pone.
      Ragioniamo un attimo però. Al momento e’ possibile quantificare (per quantificare intendo dare un numero!) i rischi di una centrale nucleare con la probabilità (anch’essa espressa tramite un dato) che tali rischi si verifichino e, in linea di principio, abbassare (costi permettendo) tale rischio “a piacere” (ovvio, senza mai arrivare allo zero!!!). Se ti chiedessi quali sono i rischi degli OGM, saresti in grado di fornirmi gli stessi dati? E qualcuno potrebbe dire che ritiene i rischi troppo elevati per le generazioni future (does it make sense?). Non voglio dire che le biotecnologie siano pericolose quanto una centrale nucleare, ma semplicemente dire che la sicurezza legata alle centrali nucleari non e’ una “boutade”, ma una cosa seria e che in altri settori non e’ nemmeno contemplata.

      – “Ma abbiamo veramente bisogno delle centrali nucleari?”; io penso di no, da quando ho letto quanta energia prodotta viene sprecata sul tragitto; investirei piu’ volentieri una persona come te nell’innovazione per limitare le perdite di energia che gia’ si produce.

      L’innovazione e’ importante ed un punto dal quale nessun “sistema paese” dovrebbe rinunciare (no comment sull’Italia… Ammesso che l’Italia sia un sistema…), ma, per quanto si possa risparmiare energia, la richiesta base c’e’ e ci sarà sempre; anzi continua ad aumentare. Possiamo migliorare i consumi, ma se pensiamo in termini globali India, Cina, Brasile avranno bisogno di sempre piu’ energia… Se non le facciamo noi le centrali (nucleari o no) le faranno da qualche altra parte.

      – “Gas e carbone hanno il problema dell’aumento della CO2…”;carbone e gas non hanno problemi di CO2 quando i gas delle industrie sono usati, ad esempio, per fertilizzare le alghe per produrre olii. Piccolo esempio per dire che ci sarebbe tanto da perfezionare invece che andare dietro al nucleare. Inoltre, mi piacerebbe vedere quanto C02 viene immessa nell’atmosfera per ottenere il combustibile delle centrali nucleari e quanto vengano inquinate le aree di estrazione. Inoltre, nella tua analisi, permettimi di dire, “un po’ di parte”, salti un problema molto grosso, quello delle scorie radioattive.

      Da noi, per esempio s’investe molto sulle centrali a carbone con “emissioni zero”… Ma, come dici tu, ci sono altri modi per utilizzare i fumi. Rimane il fatto che le une o le altre vanno fatte perché, ahinoi, di energia c’e’ bisogno. Possiamo fare case che produco energia, e facciamole!!! Non perdiamo un secondo, ma le industrie purtroppo hanno altre esigenze. Si può e si deve fare molto, ma l’orizzonte temporale deve essere lungo, altrimenti si rischiano di dire solo cavolate.

      – “ciò che mi sembra manchi e’ la volontà di affrontare l’argomento energetico senza preconcetti.”; io penso che Chernobyl e Fukushima siano due fatti piu’ che preconcetti.

      I preconcetti di cui parlavo sono appunto quelli di chi dice che di energia non c’e’ bisogno. Poi possiamo lavorare perché in futuro ciò sia più vero, ma per ora e’ un problema che in un modo o nell’altro dobbiamo affrontare. Ci vorrebbe gente seria, conscia del problema attuale e che lavori per migliorare anche il futuro… Io, quando parlo in giro, trovo solo due schieramenti contrapposti e arroccati su posizioni alternative senza la minima voglia di cercare di capire le ragioni dell’altro.

  3. Lorenzo ha detto:

    “Se ti chiedessi quali sono i rischi degli OGM, saresti in grado di fornirmi gli stessi dati?”

    No, per quello c’e’ grande dibattito intorno a tale argomento e per ora si puo’ ancora vivere senza.

    “Possiamo migliorare i consumi, ma se pensiamo in termini globali India, Cina, Brasile … Se non le facciamo noi le centrali (nucleari o no) le faranno da qualche altra parte.”

    No se altre tecnologie meno costose vengono sponsorizzate. Cmq, gia’ ora l’energia nucleare e’ la piu’ costosa, come da articolo di NY quotato su mio blog da qualche parte.

    “Non perdiamo un secondo, ma le industrie purtroppo hanno altre esigenze.”

    Sono sicuro che le loro esigenze possono essere soddisfatte da centrali non nucleari.

    “Si può e si deve fare molto, ma l’orizzonte temporale deve essere lungo, altrimenti si rischiano di dire solo cavolate. ”

    Ogni tanto parli in odioso politichese.

    “sono appunto quelli di chi dice che di energia non c’e’ bisogno.”

    Per me se fosse sprecata meno ce ne sarebbe gia’ piu’ che a sufficienza. Gli Italiani non vivono piu’ senza condizionatore? Allora dobbiamo fare le centrali nucleari? Dai, non mi dire che non noti l’incongruenza tra la stupidaggine della richiesta e il rischio di una tale decisione. La verita’ e’ che si vive troppo “bene”.

    “senza la minima voglia di cercare di capire le ragioni dell’altro.”

    Sbraitare e’ piu’ facile che ragionare, mi viene confermato ogni volta che oso guardare una QUALUNQUE trasmissione televisiva italiana.

    • checco76 ha detto:

      Premessa:

      Il Post voleva spiegare un poco, forse non ci sono riuscito, cosa s’intende per sicurezza quando si tratta l’argomento energia nucleare ed in modo piu’ ampio quando si parla di una installazione industriale.

      “Se ti chiedessi quali sono i rischi degli OGM, saresti in grado di fornirmi gli stessi dati?”
      No, per quello c’e’ grande dibattito intorno a tale argomento e per ora si puo’ ancora vivere senza.

      Cio’, permettimi di dirlo, non e’ un bene. I metodi (probabilistici o “worst case”) che si utilizzano nell’ambito industriale sono nati in seguito ad incidenti che si sono verificati nel passato. Gli stessi metodi ci sono gia’ e non sarebbe male ampliarne l’utilizzo senza attendere che l’opinione pubblica li richieda.

      “Possiamo migliorare i consumi, ma se pensiamo in termini globali India, Cina, Brasile … Se non le facciamo noi le centrali (nucleari o no) le faranno da qualche altra parte.”
      No se altre tecnologie meno costose vengono sponsorizzate. Cmq, gia’ ora l’energia nucleare e’ la piu’ costosa, come da articolo di NY quotato su mio blog da qualche parte.

      Ripeto, se fare o meno le centrali nucleari e’ una scelta puramente politica.

      “Non perdiamo un secondo, ma le industrie purtroppo hanno altre esigenze.”
      Sono sicuro che le loro esigenze possono essere soddisfatte da centrali non nucleari.

      Hai ragione, l’ho detto prima: gas o carbone.

      “Si può e si deve fare molto, ma l’orizzonte temporale deve essere lungo, altrimenti si rischiano di dire solo cavolate. ”
      Ogni tanto parli in odioso politichese.

      No, non e’ politichese. La bacchetta magica non esiste, e’ necessario fare una POLITICA energetica, possiamo andare avanti a spot, ma parleremo e non risolveremo nulla. Bisogna sedersi ad un tavolo e decidere cosa fare non nei prossimi 6 mesi, ma nei prossimi 15 anni. Faccio un esempio: Grillo parla di energia venduta tra vicini (io appoggio e voto il Movimento 5 Stelle, ma il populismo di Grillo alle volte non piace), e’ un’idea meravigliosa, bellissima e sarei contento se riuscissimo a farlo tra 10 anni. Nel frattempo cosa facciamo? E soprattutto e’ attuabile perfettamente nei nuovi edifici, ma sull’esistente cosa faccio? Butto giu’ il centro di Milano e lo ricostruisco? La politica non e’ sempre un male. E’ un male quando e’ fatta di chiacchiere. Non e’ un male in se’.

      “sono appunto quelli di chi dice che di energia non c’e’ bisogno.”
      Per me se fosse sprecata meno ce ne sarebbe gia’ piu’ che a sufficienza. Gli Italiani non vivono piu’ senza condizionatore? Allora dobbiamo fare le centrali nucleari? Dai, non mi dire che non noti l’incongruenza tra la stupidaggine della richiesta e il rischio di una tale decisione. La verita’ e’ che si vive troppo “bene”.

      Allora, se partiamo dal presupposto che dobbiamo rinunciare al superfluo va da se’ che non abbiamo bisogno di energia. Datemi una clava, una caverna e via… Quanti sarebbero disposti a rinunciare ai propri privilegi? A parole tutti; di fatto nessuno. Ma soprattutto, l’energia elettrica non si accumula, va prodotta quando serve nella quantita’ che serve, non e’ un fatto secondario…

      “senza la minima voglia di cercare di capire le ragioni dell’altro.”
      Sbraitare e’ piu’ facile che ragionare, mi viene confermato ogni volta che oso guardare una QUALUNQUE trasmissione televisiva italiana.

      Eppure il Movimento 5 Stelle prende, quando va male, il 4%… Se fossi tra quelli che urlano inizierei a preoccuparmi.

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