Delirio di Notte no.1

Pubblicato: luglio 12, 2011 da checco76 in Cultura, Lavoro, Politica, Scuola, Societa'
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Molti anni fa, quando ero uno studente di un liceo milanese con un pessimo rendimento, una mai abbastanza rimpianta professoressa di lettere ci disse:”Voi sarete la futura classe dirigente”.

Mi ricordo quel momento come fosse oggi. Me lo ricordo anche perché negli anni successivi quella frase e’ stata oggetto di battute sarcastiche con i pochi – ma buoni – amici di quel periodo che sono rimasti col passare del tempo.

Eppure, nonostante le nostre risate dell’epoca e quelle negli anni a seguire, la vecchia insegnante aveva ragione. Ogni generazione e’ classe dirigente; lo e’ per necessità o per scelta. Così ogni individuo di una generazione si trova a decidere per se stesso e per gli altri in forme diverse.

C’e’ chi ha ruoli di responsabilità. C’e’ chi ha dei figli e li educa in un modo o nell’altro. C’e’ chi s’impegna nel sociale. C’e’ chi non fa nulla. C’e’ chi pensa al proprio interesse. C’e’ chi pensa al futuro. Chi e’ immerso nel passato. C’e’ chi pensa al solo presente. In ogni generazione, però, c’e’ una peculiarità.

Mi fa orrore, guardando l’oggi, pensare alle peculiarità della classe dirigente che rispecchia la mia generazione. La maggior parte sono “YES-MAN” che hanno paura di dire la loro, sono deboli con i forti e forti con i deboli. Sorridono e annuiscono perché non hanno nulla da dire. C’e’ una frase di un cantautore di qualche generazione precedente che ci descrive bene quando dice “l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto”. Già, siamo ipocriti pronti a salire sul carro del vincitore.

Siamo una generazione che si e’ fermata a guardare indietro per paura di guardare avanti. Ci accontentiamo dell’uovo di oggi e non puntiamo alla gallina di domani. Non sappiamo cosa siano i sacrifici, perché quando siamo stati ragazzi si stava bene.

Sara’ che sono in uno strano stato d’animo stasera, ma quella frase “sarete classe dirigente” mi fa venire i brividi, solo che non riesco più ad esorcizzarla con una risata…

P.S.: Devo bere di meno, soprattutto d’estate…

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commenti
  1. Daniele ha detto:

    Se non erro la frase continuava con “…sarete la crema della società…”.
    Nel bene o nel male aveva ragione.

    Io non penso che la nostra generazione debba essere accusata (come invece hanno fatto i nostri (!!!) politici con espressioni tipo “i bamboccioni” oppure “siete l’Italia peggiore”).
    Credo invece che la nostra generazione sia stata derubata dalla generazione precedente che ha voluto avere troppo e che non vuole mollare (basta guardare l’età media dei politici).

    In questi ultimi tempi i nostri coetanei si stanno mobilitando per ottenere di più. Ci riusciremo? Forse. Ma è importante lottare per i propri diritti. Senza dimentiare i propri doveri.

    Se poi pensi che Gaber (che apparteneva alla generazione dei nostri genitori) ha intitolato il suo penultimo CD “La mia generazione ha perso” ti rendi conto che l’argomento è ciclico come la vita stessa.

    • checco76 ha detto:

      Sono d’accordo a meta’…. Non posso da dove mi trovo argomentare, appena torno a casina spiego il perche’!

      CIAO!

    • checco76 ha detto:

      Eccomi, ti dovevo una risposta…

      In realta’ la risposta non e’ troppo lunga come pensavo inizialmente. Diciamo che il motivo per il quale sono d’accordo in parte e’ che la nostra generazione, intendo quella dai 35 ai 40 anni, sta “lottando per i propri diritti” solo sulla spinta delle generazioni successive, quelle dai 20 ai 30 anni.

      Questi ultimi sono molto piu’ propositivi e attenti a cio’ che succede. Penso che la nostra generazione abbia, almeno in alcuni, cercato di perseguire il metodo utilizzato da quella precedente… Tradotto, avrebbe voluto rubare anch’essa alle generazioni successive, ma non c’e’ riuscita…

      Quindi si schiera con la nuova forza che sta emergendo…

      E’ un giudizio estremo, me ne rendo conto. Ovvio non e’ applicabile ai singoli, ma a mia memoria non ricordo alcuna spinta innovativa al modello sociale esistente da parte dei nostri coetanei…

      Ecco perche’ la critica a noi stessi…

      Tutto qui…

      • Lorenzo ha detto:

        Tu mi ricordi i finti-sinistri di quel film di Nanni Moretti che si vedono intorno ai 40 anni e dicono: “ma guarda cosa siamo diventati..” E Nanni risponde al video: cosa siete diventati VOI! Io sono uno splendido 40enne 😀

        Non metterti tra i finti sinistri, non essere cosi’ spietato con te stesso.

  2. Lorenzo ha detto:

    Bah ragazzi, ma io SONO la crema della societa’. Io lavoro in ricerca, per lo sviluppo della conoscenza e per una sua possibile applicazione in futuro. Io non so quale lavoro sia piu’ innovativo dello sviluppare nuovi concetti.

    Banchieri e compagnia bella NON sono la crema della societa’, in quanto non producono niente, rubano soldi a qualcuno per darli ad altri e in mezzo ci guadagnano.

    Fruttivendoli, spazzini etc…sono necessari ma non li definirei crema della societa’. Che poi i pirla che avevamo in classe siano diventati manager del nulla non fa altro che confermare che loro NON SONO la crema della societa’ 🙂

    • checco76 ha detto:

      A parte il fatto che l’ultima volta che ti ho visto ricordavi piu’ un budino che una crema… 😀 Dai che scherzo!!!

      Ma confondi la classe dirigente, che sono proprio i banchieri e i faccendieri che possono decidere delle sorti di altre persone, con le eccellenze che ci sono anche nella nostra generazione ed all’interno della quale ti annovero (eh, che lisciata!)

      Sono due cose diverse. Tu per poter fare quello che fai sei dovuto andare all’estero ed il trend, se fosse lasciato in mano alla nostra generazione, non credo che cambierebbe!

      Per questo dico che la nostra generazione e’ uguale alla precedente, se non peggiore. Non ha lasciato una propria impronta innovatrice. Cosa che sta succedendo sulla spinta delle nuove generazioni.

      Mio caro eccellente e cremoso amico!

      • Lorenzo ha detto:

        Il budino mi piace e grazie per la lisciata 🙂 Pero’ non sono d’accordo con te. E’ la disperazione che spinge all’innovazione, e io non me ne faccio una colpa se non siamo stati abbastanza disperati da dare l’impressone – nota bene, l’impressione – di fare qualcosa per il futuro – come le nuove generazioni che ammiri.

        Mancano esempi da seguire in Italia, e il gran cancan messo su da capipopolo come Grillo o diPietro esiste solo fin quando c’e’ lo stato di emergenza. E poi, chi guidera’ lo sviluppo vero, il dopo protesta?

        Il cambiamento vero non puo’ che essere violento al momento, (questa essera mia idea non di blogger e non vuole essere spinta a fare male si parla di teoria) – ma chi vuole rischiare la propria vita per mandare a casa i parassiti matusalemme italiani? Nessuno, neppure gli stimati giovani.

        E allora capisco Daniele che parla di cicli e di “generazioni che perdono”. I casi della vita obbligano i sognatori e gli utopisti a spaccarsi la faccia contro il muro, prima o poi. Alcuni si commiserano, altri dimenticano, altri entrano nella lotta dura senza paura … online 😉

  3. checco76 ha detto:

    … E magari si alzano alle 5 del mattino di Sabato per andare nelle scuole a parlare ai ragazzi di 18 anni che non e’ vero che non si possa fare strada (io ne ho fatta poca, ma di quella poca che ho fatto sono comunque orgoglioso) con onesta’ e dedizione. Pensando non al proprio interesse personale, ma all’interesse di tutti.

    Perchè non ci vieni anche tu? 😀

    • Lorenzo ha detto:

      1. 5 di mattino troppo presto

      2. Sabato spesso lavoro

      3. Sono fortunato, vivo in un Paese dove altri sono pagati per fare questo mestiere.

      Non era mia intenzione classificarti in una delle tre possibilita’ sopra elencate – ma ogni tanto scrivi come se facessi parte di classe I 😉

      “Pensando non al proprio interesse personale, ma all’interesse di tutti. ” – ammirevole, lo dico senza ironia, ma spesso masochista, oso dire.

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