Elevator Speech: Se Ne Dicono Di Stupidate…

Pubblicato: ottobre 5, 2011 da checco76 in Attualità, Lavoro, Pensieri, Societa', Vita Quotidiana
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Chiacchieravo qualche tempo fa con un amico, mi parlava dell’ “elevator speech”. Ovvero quella situazione in cui sei costretto, perché incontri il tuo capo in ascensore, a riassumere un problema nel tempo che separa il piano terra da quello del tuo ufficio (il capo per definizione sta più in alto).


C’ho pensato… L’unica risposta sensata, professionale, logica e seria mi pare sia “ne parliamo dopo”.

Perché? Perché le problematiche lavorative hanno bisogno di attenzione. Non si può sempre ridurre tutto. Ci sono situazioni che non possono essere riassunte in poche parole, ci sono condizioni al contorno che vanno spiegate e, possibilmente, capite.

Altrimenti si fanno errori. Errori che vengono compiuti anche quando di attenzione ne mettiamo tanta, figuriamoci se non si presta attenzione alle scelte.

E poi si tratta del mio lavoro! Che se fosse così semplice da poter essere riassunto nel giro di qualche piano, significherebbe che l’azienda non ha bisogno di me.

Non mi piace l’atteggiamento da Yes-Man che siccome il capo lo chiede, allora bisogna rispondere qualcosa anche se quel qualcosa e’ incompleto o abbozzato.

Il mondo e’ diventato veloce, interconnesso, etc. etc.? E’ vero. Ma non tutte le novità sono buone. Se qualcosa e’ una vaccata, bisognerebbe avere il coraggio di dirlo.

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