Archivio per novembre, 2011


Ieri ho avuto la sfortuna di ascoltare l’intervista che Mineo, direttore di RAINEWS24, ha realizzato con Vittorio Feltri.

Feltri afferma che l’Italia, che non può accettare di essere governata dalla Germania (mentre sembra non abbia problemi a farsi governare da incapaci, inquisiti, puttanieri, etc.), dovrebbe:
1) Uscire dall’euro
2) Tornare alla Lira
3) Svalutare la moneta

Ora… Io di economia ci capisco poco o nulla, pero’ mi pare che il buon Feltri fosse tra quelli che affermavano che tutto andasse bene, che l’Italia era in una condizione migliore rispetto a tutti gli altri paesi dell’Europa, che le famiglie italiane erano poco indebitate, che il sistema pensionistico italiano era il migliore d’Europa (quest’ultima in parte e’ pure vera)… Insomma tutte le manfrine che il Padrone gli diceva di scrivere.

Personalmente, purtroppo per il direttore, dubito che chi non e’ stato in grado di individuare un problema sia in grado di trovare una soluzione al problema medesimo; Inoltre vorrei ricordare al direttore Feltri che gli anni ’80, quelli in cui si svalutava alla grande, sono finiti da un po’. Se svalutassimo e puntassimo sulla “quantità”, ci sarebbero realtà come Cina, India, Nord Africa (quelli che Feltri dipingeva fino a qualche tempo fa con l’anello al naso) che letteralmente ci spazzerebbero via.

Anche se puntassimo sulla qualità potremmo avere dei problemi. La Cina sforna ogni anno un numero impressionante di ingegneri di ottimo livello. Non a caso in Cina si costruiscono citta’ come Shanghai, mentre a Milano facciamo fatica a fare l’EXPO.

Insomma proporre vecchie soluzioni a nuovi problemi alle volte funziona, purché le condizioni al contorno siano le medesime, altrimenti si rischia di sbagliare alla grande. Negli esercizi di semplificazione che spesso Feltri compie dovrebbe porre più attenzione alla realtà che lo circonda, ammesso e non concesso che la conosca.

Feltri, insomma, la sfida e’ Europea non italiana, greca, francese o tedesca. Piaccia o no, dobbiamo creare il sistema Europa. Una politica europea ed istituzioni europee efficaci!

Questa e’ la sfida. Se non l’ha capita, caro direttore, mi dispiace per Lei, ma, in fondo, non sto parlando con Montanelli:
Montanelli bacchetta Feltri


E’ da prima dell’estate che le piazze d’Europa e degli Stati Uniti si sono riempite, dopo anni di letargo, di gente che protesta. La motivazione e’ più o meno ovunque la stessa e prende spunto dalla crisi economica. In generale le persone dette “normali” sono un po’ stufe di pagare quando le cose vanno bene e di pagare di più quando le cose vanno male. Inoltre il fatto che i giovani, dal vecchio al nuovo continente, non abbiano prospettive di miglioramento per il proprio futuro li rende il motore della protesta e le fornisce slancio.

Ma di cosa si lamenteranno mai le persone che scendono in piazza?

In generale si lamentano del fatto che le decisioni vengano prese da meno dell’1% dei cittadini. E’ vero che le decisioni vengono prese, nelle democrazie occidentali, da individui eletti dalla maggioranza dei votanti, ma si sa che alla fine il potere politico e’, dai tempi del crollo del muro di Berlino, totalmente in mano ai grandi interessi economici.
Nei momenti di vacche grasse nessuno si lamenta, anzi. In molti cercano di raccattare qualche briciola che cade dal desco dei Pantagruele dell’economia. In periodi di vacche magre, invece, si grida allo scandalo.
Non voglio dire che quelli che occupano Wall Street dovrebbero starsene a casa battendosi il petto per non essersi mossi prima, voglio semplicemente dire che protestare senza pensare al dopo, senza riflettere a come costruire il domani non serve a nulla!

Rinnegare la politica e’ un altro assurdo. Dovrebbero volere la politica e volerne sempre di più. E’ stato proprio l’accettare l’abdicazione della politica a favore dell’economia che ci ha portati al punto in cui siamo. Il pensare che privilegi per pochi avrebbero favorito il bene di tutti ha portato alla situazione attuale. Un pensiero ed un modo di agire che non solo hanno determinato la supremazia dei pochi sui tanti, ma ha anche spazzato via i diritti dei tanti. Diritti che oggi vengono rivendicati e, guarda caso, coloro che potrebbero riconferirli sono proprio coloro che han fatto si’ che scomparissero.

Cosa fare allora? Beh, forse bisognerebbe capire per prima cosa che fino ad oggi abbiamo vissuto ben oltre le nostre reali possibilità in termini economici ed ambientali. E che lo sviluppo basato sulla quantità di merce prodotta/venduta/acquistata non e’ sostenibile. Bisognerebbe trovare un modo per quantificare la qualità della vita e promuovere quei meccanismi che la massimizzano. Bisognerebbe promuovere la ricerca non sulla base di considerazioni economiche.
Ma soprattutto c’e’ bisogno di intellettuali capaci di raccogliere le istanze nuove, che questo periodo sparge in tutte le direzioni, e dargli “organicità”. Un lavoro di sintesi che e’ necessario se non si vuole che le proteste, le ore spese in dibattiti, le energie profuse a raccogliere e cercare idee nuove vadano perse!

Ok… Forse ho esagerato, ma mi sono lasciato prendere dalla foga… Chiedo venia!

Il Mondo E’ Strano

Pubblicato: novembre 21, 2011 da checco76 in Attualità, Pensieri, Vita Quotidiana
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E’ qualche giorno che non scrivo più sul blog. E’ dovuto al fatto che capisco poco o nulla di quanto sta succedendo intorno a me.

E allora? Allora aspetto un po’, rifletto e ascolto… Forse mi si chiariranno le idee!

OOOOOOOMMMMMMM


Per il secondo anno abbiamo partecipato, la signora ed io, all’assemblea generale RENA.

Impegno, concretezza e serietà di persone che hanno voglia di cambiare le cose senza essere populisti, senza dire “sono tutti uguali”, senza gridare, ma ragionando, riflettendo e anche faticando.

In quell’occasione i membri della associazione sono stati caricati su dei pullman e “scaraventati” in una scuola per ogni provincia del Lazio. Personalmente sono stato al liceo scientifico “E. Majorana” di Latina.

Ragazzi fantastici! Non si può descrivere l’emozione! Bello… Vi lascio il link del progetto (In)formiamoci!


Ieri sera ho visto le immagini di Berlusconi che andava dal Presidente della Repubblica a rimettere il mandato. Ho visto un cordone di persone lungo il – breve – tragitto che separa Palazzo Chigi dal Quirinale.

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“FATE PRESTO” e’ la preghiera che “Il Sole 24 Ora” mette in prima pagina. Ma cos’e’ necessario fare presto?

E’ necessario cambiare governo? E’ necessario diminuire il debito? E’ necessario riformare le pensioni o rispondere alla lettera della BCE?

In realtà tutte e nessuna delle azioni di cui sopra sono necessarie. L’Europa, il mondo ci chiedono di essere seri, di essere pratici, di decidere una strada e perseguirla. Di assumerci la responsabilità dei nostri errori ed anche degli errori fatti nel passato. Di lavorare e lavorare duro, solo così saremo credibili e potremo decidere da soli il nostro futuro!

Chi non lo capisce pagherà le conseguenze… E noi con loro…


Fuori dalle scatole! La Sig.na (qualifica determinata solo dal suo stato civile) Pascale e’ una mantenuta! Su “Il Fatto Quotidiano” potete andare a guardare le statistiche che certificano l’assenteismo che la contraddistingue (ma dov’e’ Brunetta?).

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