We Are 99%

Pubblicato: novembre 23, 2011 da checco76 in Attualità, Cronaca, Economia, La Casta, Lavoro, Politica, Protesta, Societa'
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E’ da prima dell’estate che le piazze d’Europa e degli Stati Uniti si sono riempite, dopo anni di letargo, di gente che protesta. La motivazione e’ più o meno ovunque la stessa e prende spunto dalla crisi economica. In generale le persone dette “normali” sono un po’ stufe di pagare quando le cose vanno bene e di pagare di più quando le cose vanno male. Inoltre il fatto che i giovani, dal vecchio al nuovo continente, non abbiano prospettive di miglioramento per il proprio futuro li rende il motore della protesta e le fornisce slancio.

Ma di cosa si lamenteranno mai le persone che scendono in piazza?

In generale si lamentano del fatto che le decisioni vengano prese da meno dell’1% dei cittadini. E’ vero che le decisioni vengono prese, nelle democrazie occidentali, da individui eletti dalla maggioranza dei votanti, ma si sa che alla fine il potere politico e’, dai tempi del crollo del muro di Berlino, totalmente in mano ai grandi interessi economici.
Nei momenti di vacche grasse nessuno si lamenta, anzi. In molti cercano di raccattare qualche briciola che cade dal desco dei Pantagruele dell’economia. In periodi di vacche magre, invece, si grida allo scandalo.
Non voglio dire che quelli che occupano Wall Street dovrebbero starsene a casa battendosi il petto per non essersi mossi prima, voglio semplicemente dire che protestare senza pensare al dopo, senza riflettere a come costruire il domani non serve a nulla!

Rinnegare la politica e’ un altro assurdo. Dovrebbero volere la politica e volerne sempre di più. E’ stato proprio l’accettare l’abdicazione della politica a favore dell’economia che ci ha portati al punto in cui siamo. Il pensare che privilegi per pochi avrebbero favorito il bene di tutti ha portato alla situazione attuale. Un pensiero ed un modo di agire che non solo hanno determinato la supremazia dei pochi sui tanti, ma ha anche spazzato via i diritti dei tanti. Diritti che oggi vengono rivendicati e, guarda caso, coloro che potrebbero riconferirli sono proprio coloro che han fatto si’ che scomparissero.

Cosa fare allora? Beh, forse bisognerebbe capire per prima cosa che fino ad oggi abbiamo vissuto ben oltre le nostre reali possibilità in termini economici ed ambientali. E che lo sviluppo basato sulla quantità di merce prodotta/venduta/acquistata non e’ sostenibile. Bisognerebbe trovare un modo per quantificare la qualità della vita e promuovere quei meccanismi che la massimizzano. Bisognerebbe promuovere la ricerca non sulla base di considerazioni economiche.
Ma soprattutto c’e’ bisogno di intellettuali capaci di raccogliere le istanze nuove, che questo periodo sparge in tutte le direzioni, e dargli “organicità”. Un lavoro di sintesi che e’ necessario se non si vuole che le proteste, le ore spese in dibattiti, le energie profuse a raccogliere e cercare idee nuove vadano perse!

Ok… Forse ho esagerato, ma mi sono lasciato prendere dalla foga… Chiedo venia!

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commenti
  1. Lorenzo ha detto:

    “Ma di cosa si lamenteranno mai le persone che scendono in piazza?”

    Manca la NEVE! Porcaccia miseriaccia, e dove sciamo questo inverno???

    • Checco76 ha detto:

      Ti ringrazio perché riesci sempre a riportare la mia attenzione sulle cose veramente importanti!!! 😉

      Comunque, non c’è per niente neve. Speriamo nelle prox settimane!!!

  2. carlet ha detto:

    Una sola considerazione. Per migliorare la qualità della vita una cosa semplice sarebbe mollare l’attaccamento ai beni materiali. Tutte quelle cazzatine che ci piacciono tanto ma che a conti fatti non è che ci riempano più di tanto e riempire il vuoto con qualcosa che non necessita di denaro ma riempe di più. Se ognuno di noi ci provasse(cosa molto difficile visto che io adoro quelle cazzatine) il mercato si dovrebbe adattare.
    P.S. ovviamente dovrebbero fare cos’ anche i mercati emergenti. Che tradotto vorrebbe dire dovrebbero andare avanti con una ciotola di riso altrimenti il mercato, molto semplicemente, sostituirebbe noi con loro, probabilmente anche guadagnandoci nel medio termine.

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