Archivio per gennaio, 2012


Un piccolo ragionamento.

Non pagare le tasse equivale a ricevere dei servizi (prestazioni sanitarie, costruzione/manutenzione strade pubbliche, illuminazione, etc. etc.) senza pagarli. Equivale, quindi, a rubare.

Rubare è peccato, o almeno mi sembra di ricordare che lo sia… Non ero assiduo frequentatore del catechismo, ma ho una discreta memoria.

Allora mi chiedo: quale necessità ha il Cardinal Bagnasco di specificare che evadere è peccato? Tra i doveri del buon pastore non dovrebbe esserci anche quello dell’insegnamento? Ed allora così come spesso la Chiesa consiglia i credenti (e non) circa gli atteggiamenti sessuali, non dovrebbe (e non avrebbe dovuto in passato) ricordare/insegnare anche i comportamenti fiscali?

Se in passato non l’ha fatto, oltre che fare “mea culpa” in merito al pagamento dell’ICI, dovrebbe fare “mea culpa” per non aver indicato anche in materia fiscale la retta via..

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Ogni tanto mia moglie ed io guardiamo, nella speranza di imparare qualcosa, il canale “Il Gambero Rosso”. E così ci imbattiamo spesso nella trasmissione “Nigella Bites”…

PER LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE MONDIALE FERMATE QUESTA DONNA!!!

Cucina con una quantità di grassi, zuccheri, creme ed altre amenità che farebbero ingrassare pure me (io peso 48Kg e sono alto 1.70, ho lo stesso rapporto di massa grassa di Fassino)… Questa donna si alza a mangiare cotenne di maiale durante la notte e rimpingua bambini con maiale intriso di burro!!!


Fermatela!!!

 


Inizio ad avere una certa età, ahimè, e mi ricordo benissimo che quando ero un ragazzetto con i pantaloncini corti la prima serata televisiva iniziava alle 20.30.

In più, nel secolo scorso (che comunque rimane il primo in cui la televisione ha iniziato ad esistere), c’erano meno pubblicità ed i programmi o i film alle 22.15, massimo 22.30, erano belli che finiti e si poteva andare a dormire senza che la levataccia del giorno successivo rendesse zombie i poveri lavoratori (o studenti quale io ero) che avessero voluto trascorrere una serata di fronte alla TV perchè rapiti da una trasmissione.

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Prendete uno Stato, datelo in mano a gente che ha come primo ed unico scopo il proprio interesse, che non rispetta le regole e che, in caso di problemi, non si assuma le proprie responsabilità addirittura negando l’innegabile, otterrete così l’Italia di oggi

Ora prendete una nave, datela in mano ad un capitano inetto, che non rispetta le norme di sicurezza, che nega un evidente disastro per un lasso di tempo che sarebbe prezioso per i soccorsi e che scappa invece di provare a mettere in salvo i passeggeri, otterrete la Costa Concordia.

Potrebbe sembrare un caso che anche la Concordia batta bandiera italiana, ma non penso. È solo uno dei tanti casi. Basta pensare alla RAI o ad altre realtà imprenditoriali gestite da persone al corrente della loro inadeguatezza e che, comunque, perseverano.

È che l’Italia di oggi è fatta così. Certo ci sono quelli che tirano la carretta ed hanno senso civico come il comandante della guardia costiera, ma quando questi personaggi entrano in gioco è già sempre troppo tardi.

Ciò che lascia sconvolti, però, è che nemmeno di fronte l’evidenza ci sia uno scatto di coscienza, che non ci sia un “mea culpa” veramente sincero. Perché l’errore ed il perdono si concedono a tutti, la malafede no…


Non ho mai fatto sconti a Silvio Berlusconi negli ultimi 10 anni, ma non capisco perché anche oggi, durante il funerale della nipote, sia stato oggetto delle attenzioni della stampa.

Nessuno, credo, riuscirà a convincermi che, unitamente alla pessima classe dirigente, alla pessima classe politica, alle rendite di posizioni ed ai privilegi che i beneficiati non vogliono abbandonare, la responsabilità dell’attuale situazione italiana non sia anche della pessima qualità della stampa del nostro paese.

Cambiare il governo appare impresa da poco rispetto a formare una generazione di giornalisti capace di svolgere quel ruolo di controllo che quel tipo di mestiere presupporrebbe.

La cronaca del dolore – la più retorica e semplice da raccontare – è il meglio che l’attuale stampa riesca a fornire. Cogne, Avetrana, Perugia ed oggi la Costa Concordia, ecco il massimo che i giornalisti (parlo della maggioranza, ovvio che esistono delle eccezioni) riescono a trattare!

Invece di andare a disturbare Berlusconi oggi, durante il funerale della nipote, dov’erano questi stessi giornalisti quando era necessario contestarne l’incapacità e l’assoluta inadeguatezza? E perché oggi non vanno dal governo Monti a monitorarne l’operato o a spiegare all’opinione pubblica cosa succede in Europa?

Temo che la risposta sia che i giornalisti italiani sono, come spesso succede in Italia, forti coi deboli e deboli coi forti…


Secondo gli standard attuali credo di potermi ritenere una persona mediamente colta. Ho nel curriculum un titolo di studio di qualità e diversi anni di lavoro in una realtà industiale molto importante. Nel corso degli ultimi 10 anni mi sono trovata a dover affrontare temi tra i più diversi, dalla scienza della politica al diritto internazionale dell’economia, dalla geopolitica alle teorie che stanno alla base dei call-center, dai contratti di lungo termine di commodities strategiche agli impianti di produzione di propilene e simili,  e devo dire che in tutti me la sono cavata. Eppure, oggi come mai prima d’ora, mi sento terribilmente ignorante.

Ignorante perchè non sono in grado di capire le dinamiche che stanno condizionando sempre di più la nostra vita: LA FINANZA.

Non mi aspetto certo di capire strumenti finanziari complessi (ogni settore ha le sue specificità), ma le dinamiche di base quelle sì pretendo di capirle. Ho usato apposta la parola “pretendo” perchè non trovo accettabile che una persona come me (e come tutti quelli che hanno un background simile) che ha usufruito di tutti gli strumenti che la società le ha potuto offrire per formarsi e diventare un potenziale membro della classe dirigente, non sia in grado di sostenere una conversazione di livello sulle dinamiche che rischiano di travolgere la sua vita e quella di tutti i suoi concittadini, italiani ed europei.

Mi consolerebbe molto sapere che sono l’unica e che tutti voi ne capiate molto di finanza e di mercati, perchè questo mi darebbe un po’ di speranza (aspetto conferme!!!). Se così non fosse siamo davvero nei guai… Temo infatti che il vero dramma del punto in cui ci troviamo sia proprio questo. Sì perchè se la democrazia è partecipazione alla vita e allo sviluppo della res pubblica, come ci può essere partecipazione su argomenti lontani dal nostro quotidiano, impalpabili e invisibili ma che tuttavia determinano la nostra sorte??

Io ero rimasta all’idea che i mercati finanziari erano nati come strumento a sostegno dell’economia reale e sono convinta che debbano rimanere tali. Nel momento in cui hanno smesso di avere questa funzione e hanno iniziato a vivere di vita propria hanno tradito il loro mandato e vanno ripensati o meglio – vanno finalmente REGOLATI. Il problema è che ora potrebbero essere …too big to fail

La creatura che abbiamo creato e alimentato in questi ultimi 15 anni si sta rivoltando contro di noi. Dobbiamo pensare ad un modo per riportarla in riga.

Proposte?

Paura Ad Alta Quota

Pubblicato: gennaio 10, 2012 da checco76 in Lavoro, Viaggi, Vita Quotidiana
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Non mi era mai capitato di spaventarmi seriamente per delle turbolenze durante un viaggio in aereo, ma stamattina un po’ di smarrimeto ammetto di averlo provato.

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