Archivio per febbraio, 2012


Chissà se anche questa volta il TG1 dirà che la Prescrizione coincide giornalisticamente con l’Assoluzione?

Bah?


Hanno rettificato: i neutrini – con o senza tunnel tra Ginevra ed il Gran Sasso – sembra non siano riusciti ad essere più veloci della luce. Una brutta notizia per i sensazionalisti, che magari nemmeno sanno esattamente cosa sia un neutrino, cosa sia e cosa effettivamente rappresenti la velocità della luce. E allora, gli stessi che qualche mese fa gridavano al miracolo (???) oggi sono pronti a bacchettare gli scienziati che hanno condotto gli esperimenti. Ho anche letto un editoriale (ma non mi ricordo su quale giornale, altrimenti avrei fornito il link) a difesa di Einstein (???) il quale, dopo la “sconfitta” dei neutrini, rimarrebbe il cardine della fisica e non verrebbe confutato dagli arroganti giovani cervelloni.

(altro…)


È possibile dare la colpa dell’attuale crisi economica ai fattori più diversi: la globalizzazione, la finanza, l’esagerazione del ricorso al credito, etc. etc.

Tutto vero, ma c’è un fattore più determinante secondo me: la politica. Parlo ovviamente della politica con la “p” minuscola, cioè quella politica condotta da personaggi che si venderebbero la madre per una manciata di voti. Questo tipo di politica ha fatto sì che non vi fosse più connessione tra la realtà dei fatti e le promesse.

“Togliamo l’ICI” disse qualcuno, mentre avrebbe dovuto dire “dobbiamo fare sacrifici per diminuire il debito”… Oppure “meno tasse per tutti” ed avrebbe dovuto aggiungere “quando tutti le pagheranno”. Sono solo piccoli esempi dai quali s’intuisce che la democrazia ha un grosso limite, rischia, infatti, di scivolare nel populismo di più basso livello.

Penso alla Grecia oggi, la quale ha approvato un serie di norme e poi ha indetto le elezioni per Aprile… Immagino che la campagna elettorale in Grecia si giocherà a chi toglie il maggior numero di provvedimenti. Forse l’Europa fa bene a non dare soldi a chi si comporta così…

Propongo per il futuro, se mai le cose torneranno a posto (cosa che personalmente dubito succederà) una specie di legge del taglione. Diciamo che ogni candidato si deve presentare alle elezioni con un programma, se alla fine del mandato almeno due punti del programma non sono stati mantenuti, gli verranno tagliate le BALLE. Un po’ a significare che “chi di balle ferisce, di balle perisce”. Certo, la proposta va ancora studiata nel dettaglio, la questione di genere non è affrontata e si potrebbe pensare ad altre pratiche, ma sono sicuro che prima dell’approvazione in parlamento verrà sottoposta a migliaia di emendamenti…

Ovviamente scherzo, ma esasperare i concetti aiuta. Aiuta in questo caso a dire che noi cittadini dobbiamo smetterla di ascoltare cialtroni che promettono cose irrealizzabili… Diciamolo ai nostri cari amici greci e ricordiamolo per noi stessi.


Sto riguardando l’ultima puntata de “L’infedele” di Gad Lerner dedicata alla gestione dei rimborsi elettorali e sono basita. Sono basita perché assisto a dichiarazioni estremamente imbarazzanti dette con un tale candore che non posso non chiedermi: “Ma si rendono conto di cosa stanno dicendo?”

La puntata, come dicevo, è dedicata alla gestione dei rimborsi elettorali ed è frutto dello scandalo legato al tesoriere della Margherita ed attuale senatore del PD Luigi Lusi. Ora, a prescindere dal caso specifico – già abbastanza triste e degradante di per sé – quello che mi stupisce sono gli argomenti dei politici presenti, nella fattispecie il deputato della Lega Nord, Gianluca Pini, e il senatore del PD (ex Margherita) Luigi Zanda.

Le quattro dichiarazioni che mi hanno stupito maggiormente sono queste:

1) Pini, parlando dei 7 milioni di Euro della Lega derivanti anche dai rimborsi elettorali e investiti all’estero afferma che: a) la Lega – a differenza della Margherita, confluita nel PD nel 2007 – è un partito vivo e vegeto e attivo sul territorio; b) i soldi investiti all’estero sono i risparmi del partito investiti in un certo modo finalizzati al finanziamento dell’attività politica futura del partito.

STA SCHERZANDO, VERO? I “RISPARMI” DEL PARTITO?!? SE DOPO UNA TRASFERTA LA MIA AZIENDA MI RIMBORSA PIU’ SOLDI DEL DOVUTO (COSA PERALTRO MOLTO DIFFICILE SE IO FACCIO UN RENDICONTO ONESTO) NON POSSO USARLI PER I FATTI MIEI, MI VENGONO TRATTENUTI DALLA BUSTA BAGA SUCCESSIVA. IL REFERENDUM DEL 1993 HA ABOLITO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI, QUELLO A CUI LORO HANNO DIRITTO E’ UN RIMBORSO DELLE SPESE LEGATE ALLE SPESE ELETTORALI PASSATE. “FINANZIAMENTO” E “RIMBORSO” NON SONO LA STESSA COSA.

2) Zanda, descrivendo come funzionano i rimborsi elettorali, dice che questi ultimi vengono conferiti dallo Stato con rate annuali e che – nel caso in cui il partito smetta di esistere – servono per liquidarne le attività.

E QUANTO TEMPO E SOPRATTUTTO QUANTI SOLDI CI VOGLIONO PER LIQUIDARE UN PARTITO NATO NEL 2002 E MORTO NEL 2007?!?

3) Sempre Zanda, alla domanda di Lerner sulla scelta, risalente alle delicate elezioni del 2006, del centro-sinistra di presentarsi alla Camera unito sotto il segno dell’Ulivo e diviso al Senato (DS e Margherita) al solo scopo di garantirsi doppi rimborsi elettorali, sostanzialmente risponde: è stato un pasticcio.

UN “PASTICCIO”?! UN “PASTICCIO”?!?!?!?

4) Finiamo con Pini, il quale parlando del fato che i partiti non sono obbligati ad avere uno statuto pubblico e che dal punto di vista giuridico non sono ben definiti, afferma che: forse i tempi sono maturi per modificare questo stato delle cose.

COSA SENTONO LE MIE ORECCHIE… SENZA ANDARE PIU’ IN LA’ NEL TEMPO, NON CREDE CHE DAL 1948 AD OGGI SIA UN PERIODO SUFFICIENTEMENTE LUNGO PER MATURARE QUESTA CONVINZIONE?!?! E ANCHE ADDOSSANDO TUTTI I MALI DEL PAESE ALLA PRIMA REPUBBLICA, NON CREDE CHE ALMENO DAL 1993 IN POI SI POTESSE FARE QUALCOSA IN QUESTO SENSO?! LA LEGA NON ERA NATA ANCHE PER QUESTO?!

Scandalosi…

Ma con chi credono di avere a che fare? Pensano veramente di poter dire cose simili senza che l’opinione pubblica che tragga le dovute conseguenze?

Scusate lo sfogo ma stanno veramente andando oltre ogni limite. E lo dice una che nella politica vera ci crede e se ne interessa…figuriamoci gli altri…


È notizia di questi giorni che Facebook verrà finalmente (???) quotata in borsa; pare che il suo valore sia aggiri intorno agli 80 miliardi di dollari.

Credo che sia lecito a questo punto chiedersi perché Facebook valga così tanto. Forse che produca qualcosa? Forse che fornisca servizi specializzati a pagamento?

No. La risposta è una sola: Facebook produce dati. Miliardi e miliardi di dati, che incrociati opportunamente forniscono un quadro chiaro ed univoco degli interessi, degli acquisti, delle preferenze di ogni iscritto. Per esempio, se clicco “I LIKE” su un articolo che parla di Apple, tale informazione potrebbe interessare la Apple stessa o qualche società che produce software per il “melafonino”, l’iPad o i vari i-Qualcosa.

Ma io cosa ci guadagno? Mi spiego…

Sono un lavoratore dipendente e la società per cui lavoro mi paga perché io metta al suo servizio le mie capacità, conoscenze ed esperienze. Con l’azienda per cui lavoro ho un contratto che vincola me e l’azienda stessa ad una condivisione d’intenti. Io lavoro, produco e l’azienda “rivende” o “utilizza” ciò che produco. L’azienda, a fronte del mio operato, mi paga (grazie a Dio) lo stipendio.

Torniamo a Facebook… Allo stesso modo gli utenti Facebook mettono a disposizione di Facebook stessa i propri profili, le proprie fotografie, le proprie amicizie, insomma I PROPRI DATI – che nell’era dell’informatica corrisponde alla propria vita – e cosa ci guadagnano? Quanta parte di quegli 80 miliardi dovrebbe essere corrisposta agli utenti (o sarebbe meglio dire utilizzati?) di Facebook?

Proporrei che parte delle azioni venissero distribuite tra gli utenti… Non lo trovereste “Socially Correct”?

P.S.: Anch’io sono un utente Facebook e quando pubblico un post, lo stesso compare sul mio profilo del Social Network. Non mi sorprenderebbe se il presente post venisse “bannato”…vediamo.