Perchè – per la prima volta – sono tentata di votare scheda bianca

Pubblicato: marzo 7, 2012 da Skyler in Attualità, Crisi Economica, Current Affairs, Economia, Economy, Filosofia, Impegno Civile, Italia, Politica, Politici Italiani, Societa', Society, Vita Quotidiana
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Dal momento in cui è salito al potere il Governo Monti l’Italia smebra essersi svegliata da un lungo torpore durante il quale l’estremizzazione del conflitto tra i due schieramenti principali aveva fatto perdere di vista la realtà nella quale vivevamo. Tra chi proponeva il Partito della gnocca e chi ripeteva fino allo sfinimento che Berlusconi doveva dimettersi, persino i più imperterriti sosotenitori dell’utilità della politica iniziavano a gettare le armi per sfinimento.

Poi, di colpo, tutti – anche quelli che di politica non si interessavano più da anni – ci siamo bruscamente svegliati trovandoci sull’orlo del baratro del default. L’angoscia è stata tanta perchè, anche senza capirne profondamente le conseguenze, tutti intuivano che si trattava di “qualcosa di grosso”, un’onda anomala che ci avrebbe travolti tutti senza eccezioni. E allora grande sostegno al salvatore della patria e ai suoi volenterosi collaboratori anche se non sono usciti da una consultazione elettorale.

Bene, ora che il momento peggiore sembra passato e che possiamo guardare al tutto da una prospettiva un po’ più ampia e meno condizionata dal panico, la domanda del giorno sembra essere questa: se dei tecnici che fino al giorno prima facevano altro sono riusciti a risollevare le sorti del paese in così poco tempo, a che serve la politica? I partiti hanno fallito?

Crisi dei partiti e crisi della democrazia. Nei sondaggi aumenta in modo esponenziale il numeo degli indecisi e di quelli che non intendono andare a votare. Aleggia nell’aria la fatidica domanda: “E adesso come faccio a votare le solite vecchie facce dopo aver visto che dei “tecnici” sono riusciti a fare più cose in 100 giorni che i vari governi politici in anni?” (lasciamo per il momento da parte la discussione sul merito dei provvedimenti).

La domanda è più che legittima. Io stessa, confesso, mi trovo per la prima volta in serio imbarazzo. Sì perchè anche quando molti mi dicevano che non andavano a votare perchè “tanto non cambia nulla” io ho sempre sostenuto che andare a votare è un dovere, oltre che un diritto, e che se si rinuncia a questo diritto-dovere si lascia il paese in mano a pochi gruppi clientelari che si autoalimentano tagliando fuori la società civile.

A posteriori mi chiedo se avevano ragione loro. Forse sì… Sì perchè ora, alla sola idea di rivedere sulla scheda gli stessi nomi in coalizioni più o meno probabili e con nomi di partiti più o meno nuovi, provo – francamente – disgusto.

Senza peccare di megalomania credo che su questo, i diretti interessati dovrebbero interrogarsi:

Com’è possibile, infatti, che persino un’elettrice che ha sempre votato e che in passato ha speso fior di quattrini guadagnati con fatica per rientrare dall’estero in giornata al solo scopo di poter esprimere il proprio voto, è arrivata al punto di avere quasi la tentazione di votare scheda bianca?

La risposta gliela do io – onde evitare che la snaturino.

Non è l’istituzione “partito” che ha fallito, ha fallito l’attuale classe dirigente. Io mi rifiuto di votare le stesse facce che ci hanno portato al baratro. Mi rifiuto di votare partiti che cambiano nomi ogni due per tre ma che hanno sempre le stesse persone al loro vertice. Mi rifiuto di votare persone che alla semplice domanda: “Come vi immaginate l’Italia tra 20 anni?” non sono in grado di darmi una risposta. Mi rifiuto di votare persone che non si fanno vedere neppure a ridosso delle elezioni. Mi rifiuto di continuare a dare il mio implicito sostegno ad un sistema che è tutto orientato al breve- o al massimo al medio-periodo (quest’ultimo ragionamento vale per la politica come per l’economia e la finanza) lasciando alla sorte e al caso il mio futuro. Personalmente parlo al centro-sinistra:

Fatevi entrare in testa che abbiamo bisogno di una prospettiva in cui credere e che il nostro voto andrà a chi la saprà immaginare. Punto.

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commenti
  1. Lo Sposino ha detto:

    Concordo pienamente con ciò che hai scritto.
    Purtroppo è da tempo che voto una coalizione nella speranza che l’altra non vada su…
    Però questa volta sono stanco, vedo solo bianco…

  2. Skyler ha detto:

    Già…questa volta più di altre credo che siamo davvero in molti ad avere questo dubbio.
    Mi chiedo se i politici se ne rendono conto… ma – onestamente – ogni volta che li sento parlare mi convinco di no. Dove ci porterà questa situazione, unita alla crisi economica?

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