Premessa: Nel caso in cui vi sia tra voi qualche anti-clericale giurato lo invito a resistere, ad arrivare alla fine del post e darmi la sua opinione sull’argomento. Iniziamo…

Ogni giorno, quando torno a casa dal lavoro, mi sintonizzo su Radio 3 per ascoltare Fahrenheit, un programma culturale molto interessante (che consiglio). Ho fatto così anche ieri, salvo scoprire che non ero sintonizzata su Radio 3 ma piuttosto su Radio Maria nell’ora in cui dicono il Rosario. Essendo nata e cresciuta in una famiglia devota che mi ha trasmesso un grande amore per il messaggio cristiano non mi è dispiaciuto fermarmi un po’ e pregare …fino a quando non ho realizzato una cosa che mi ha un po’ …lo posso dire? …infastidita.

Le suore pregavano l’Ave Maria riferendosi a Gesù come “frutto del tuo seno“. La cosa mi suonò strana tanto che decisi di richiamare alla mente la preghiera nelle altre versioni che conosco, in latino e in sloveno. Il mio sospetto ricevette presto conferma. In latino si dice “fructus ventris tui”, in sloveno “sad tvojega telesa” (tradotto: “frutto del tuo corpo”). Potrà sembrare una differenza di poco conto ma non lo è.

Ho cercato il motivo della sostituzione di ventre con seno su internet e ho trovato questo:

“(…) Il termine “seno” ha poi un significato figurato assai più ampio, e anche più evocativo, e nello stesso tempo coerente con il termine originario greco (…). In verità neppure il termine “grembo” [NdA.: Termine citato in un’altra parte del testo] si identifica del tutto con il “ventre”, che nel linguaggio attuale evoca materialmente una precisa parte anatomica, sede dell’intestino e quindi meno adatto al contesto della preghiera (…).”

Ora, far nascere una nuova vita è una benedizione e una cosa meravigliosa, senza alcun dubbio, è però anche una cosa molto impegnativa. Più di tutto però mi sentirei di dire che è una cosa tra le più “fisiche” e meno “concettuali” che esistano. Sostituirlo con “un significato figurato assai più ampio, e anche più evocativo” equivale a sminuirlo. Ritenere poi il ventre – ovvero la parte del corpo in cui cresce una vita – una parola che “evoca materialmente una precisa parte anatomica, sede dell’intestino e quindi meno adatto al contesto della preghiera” è semplicemente offensivo.

Tutti noi siamo nati dal ventre di nostra madre, tra sangue, liquidi biologici vari e tanto dolore da parte di chi in quel momento ci metteva al mondo.

Tutti.

Compreso chi ha scritto quanto citato sopra.

Ma soprattutto compreso anche Colui al quale si riferisce quella parte della preghiera a Maria.

Perché, dunque, modificarlo?

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