antonio_la_trippa_gli_onorevoli

Tra poco più di un mese siamo chiamati a votare per rinnovare il parlamento e favorire la formazione di un nuovo governo che sia capace di farci uscire dalla più dura crisi economica dal secondo dopoguerra e che riesca a porre le basi per la crescita economica che non vediamo da anni.

Un compito tutt’altro che semplice.

Il nostro, intendo.

Sì perchè decidere a chi affidare questa responsabilità non è affatto semplice. E non è semplice soprattutto perchè …non ci dànno gli elementi per farlo!!!

Non è un eufemismo. Fateci caso: accendete una trasmissione qualunque in cui sia presente un leader – o sedicente tale. Di cosa parla? Di politica (in generale). Di economia (in generale). Della situazione attuale (in generale). Della crisi (in generale). Dell’altra parte politica (in particolare). Di Berlusconi (di lui, curiosamente, si parla sempre, anche ora che è ormai palese che non ha più niente da dire…se mai ne ha avuto).

In breve, un fiume di parole in cui non c’è una, dico UNA parola sul loro programma CONCRETO per concreto intendo di una serie di aspetti pratici che hanno un impatto sulla nostra vita da peones paganti.

E in base a cosa dovrei fare la mia scelta tra un partito e l’altro, si può sapere???

Tolto il Movimento 5 stelle che il programma ce l’ha ed è lo ha pubblicato dall’inizio (inizio=fondazione, non inizio della campagna elettorale ovvero l’altro ieri) il programma dei maggiori partiti è introvabile.

In compenso però i sondaggi si sprecano. Ma si può sapere a chi le fanno quelle domande? A me e alle persone che conosco non hanno MAI chiesto nulla. A voi? E poi, in base a cosa dovrebbero esserci questi spostamenti dell’elettorato, da una settimana all’altra???

Il forte sospetto è che

a) la classe politica uscente non ha alcuna idea di cosa fare o

b) non si vogliano sbilanciare su temi importanti (sempre importanti per noi – peones paganti) in quanto vogliono lasciarsi aperte tutte le porte per fare coalizioni più o meno improbabili dopo il voto.

C’è però un sospetto ancora peggiore e cioè che in realtà a loro, della nostra opinione, non gli importi e che hanno già un programma in canna (tipo Monti 2) che non intendono condividere con noi in quanto gli costerebbe dei voti. La cosa grave è che il programma potrebbe pure essere accettabile ma il metodo utilizzato – se confermato – ne inficia in modo irrimediabile l’eventuale valore.

Basta farci prendere in giro. Ragazzi, il nostro voto conta. Facciamo in modo che se lo ricordino….

Annunci
commenti
  1. Daniele Galeone ha detto:

    E come parlare di programmi quando, mentre si distrae l’elettore con il teatrino della politica- spettacolo, alla chetichella si co-dichiara guerra pure al Mali…da parte peraltro di un governo dimissionario che doveva limitarsi all’ordinaria amministrazione…(e meno male)…e senza neanche convocare al riguardo il Parlamento…
    Zitti zitti, quatti quatti, e trasversalmente d’accordo tra destra e sinistra, si assicura un sedicente appoggio strategico-logistico alla Francia (che impegna unilateralmente le truppe, fregandosene di un preventivo mandato UE o ONU, nel miglior nostalgico stile vetero-colonialista) che ci fa divenire repentinamente inopinati bersagli dell’integralismo islamico.
    Dunque appoggio ricognitivo aereo, dei quattro satelliti-spia costati 1,2 mld di euro al contribuente, e del Comsubin della Marina, senza quantificare ai cittadini il relativo impegno di spesa.
    A chi obiettasse come la Costituzione del nostro Paese ci impedisca di guerreggiare, basti sapere che è sufficiente ri-nominare le cose: sorry, non “guerra”, ma “missione umanitaria”, o, eventualmente, “operazione di peacekeeping”, della quale, naturalmente, non saranno rese pubbliche le reali effettive regole d’ingaggio.
    Le spese per gli armamenti essendo le uniche a non essere sottoposte ad alcun taglio, anzi ad incrementarsi, come nella più classica e tradizionale storia europea, in cui sovrani assoluti dichiaravano guerre a piacimento, finanziandole con sanguinose tasse imposte al popolo, dalle quali erano tuttavia esclusi clero ed aristocrazia.
    Ma almeno, da qualche parte, questo condusse, prima o poi, a qualche ribaltone…qui invece…come diceva Trilussa in un suo sonetto:

    El Re che fa?
    Regna
    E ‘a Regina?
    Allatta
    E er popolo?
    Se gratta.

    Ecco, appunto…

  2. Skyler ha detto:

    Temo che tu abbia ragione. Non so davvero cosa ci vuole per mandare la gente in piazza. Senza arrivare alla violenza, per carità, ma almeno per lanciare un messaggio del tipo “Io non ci sto!”
    Noi nel nostro piccolo l’anno scorso l’abbiamo fatto, andando in piazza Duomo (dopo il lavoro, ovviamente) tenedo in mano una candela per protesta. Una cosa stupida, dirai, ma è pur sempre un gesto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...