Sarina Biraghi: Andreotti È Stato Assolto E Gli Asini Volano

Pubblicato: maggio 7, 2013 da checco76 in Attualità, Cronaca, Giornalismo, Italia, La Casta, Orrori, Pensieri, Politica, Politici Italiani, Protesta, Societa', Society, Vita Quotidiana
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Dopo Marina Valensise ecco comparire alla ribalta di Prima Pagina Sarina Biraghi.

Vi invito ad ascoltare la puntata di oggi 07/05/2013 del filo diretto di Prima Pagina ed otterrete il manuale del perfetto giornalista di regime.

Due i passaggi fondamentali: Andreotti innocente e la supercazzola all’ascoltatore che parla dell’IMU.

Ascoltate, vi prego, e ditemi se anche a voi non viene voglia di chiedere un po’ di onestà intellettuale… Ricordo alla neo-direttrice de “Il Tempo” che fino al 1980 Andreotti è stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere, il reato, però, è caduto in prescrizione.

Dot.sa Biraghi dica la verità, per favore, certe cose le pensa veramente o la pagano per dirle?

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commenti
  1. ivano ha detto:

    Condivido il pensiero: è una giornalista di regime! Ma quando impareranno a ragionare con loro testa, quelli di destra?

    • checco76 ha detto:

      Purtroppo a sinistra la situazione non è migliore. Basta leggere o ascoltare i commentatori di partito che attribuiscono l’incapacità del PD agli altri. La differenza, forse, è che gli spazi a disposizione di quelli di destra sono minori, dal momento che in quello schieramento tutto è in mano a Berlusconi & Family.

      Comunque entrambe le parti sono tutto tranne che indipendenti…

  2. Selma Dunlap ha detto:

    Priva di radicamento territoriale al di fuori del Lazio (dove si valeva di proconsoli territoriali come Franco Evangelisti prima e Vittorio Sbardella poi, oltre che di “specialisti” nelle varie istituzioni come il magistrato di Cassazione Claudio Vitalone ed il vescovo di Curia monsignor Angelini ), la corrente andreottiana si alleava periodicamente con correnti espresse da altre realtà territoriali: da ultimo, negli anni ottanta, furono organici all’andreottismo, tra le tante, le correnti napoletane di Enzo Scotti e Paolo Cirino Pomicino , quella bresciana di Giovanni Prandini , quella milanese di Luigi Baruffi, quella emiliano-romagnola di Nino Cristofori , quella piemontese di Silvio Lega, quella calabrese di Camelo Puija, quella palermitana di Salvo Lima e quella catanese di Nino Drago; al di là delle espressioni geografiche, un lungo tratto di cammino insieme compirono anche le frange politiche di Comunione e liberazione , pur mantenendo un ampio margine di autonomia. Dopo la nomina a Senatore a vita, nel Lazio la corrente fu sottoposta a forti tensioni per capire su chi dovessero convergere le forze. Lo scontro fu particolarmente aspro e portò Vittorio Sbardella ad uscire dal Gruppo. Alle prime elezioni politiche successive alla nomina come senatore a vita, quelle del 1992, lo stesso Sbardella otterrà un lusinghiero risultato, arrivando secondo ad una incollatura da Franco Marini. In Regione sedeva dal 1990 il nipote di Andreotti (per parte di moglie) Luca Danese .

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