Fausto Coppi Ed Il PD: Un Destino Condiviso

Pubblicato: luglio 30, 2013 da checco76 in Attualità, Crisi, Crisi Economica, Cronaca, Economia, Italia, La Casta, Opposizione, Orrori, Pensieri, Politica, Politici Italiani, Sport
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Forse non tutti sanno che “il campionissimo”, Fausto Coppi, morì nel Gennaio del 1960 per colpa della malaria contratta in un precedente viaggio in Africa. Sarebbe bastato del chinino per salvarlo, ma Coppi era troppo popolare, troppo V.I.P., non lo si poteva curare con un semplice farmaco; ci voleva una soluzione geniale, una cura mai trovata prima.

Morale: il 2 Gennaio 1960 Fausto Coppi morì.

Questa triste storia, ben nota agli appassionati di sport, mi è tornata in mente quando ho visto il video qui sotto. La semplicità della risposta mette a tacere la povera Bianca Berlinguer… La risposta “del contestatore” è troppo semplice, troppo poco contorta, troppo lineare. Probabilmente i vertici del Partito Democratico hanno bisogno, per giustificare se stessi ed il proprio operato, di soluzioni geniali, di sorprendenti iniziative così come i medici che curarono Coppi.

Morale: il 28 Aprile 2013 (giono del guiramento del Governo Letta) il PD è morto.

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commenti
  1. Get Smart ha detto:

    È il 1940, la guerra è alle porte, in gennaio comincia la distribuzione delle tessere annonarie per ricevere i prodotti di consumo razionati. Il regime emana il divieto di ballare in pubblico, i locali notturni vengono chiusi, la musica americana proibita, a cominciare dal jazz. Nelle sale cinematografiche spopolano i film musicali nei quali vengono lanciate canzoni ancora oggi note. In tutte le case risuona la voce di Beniamino Gigli che canta Mamma di Guido Brignone. Addio Lucky Stricke, addio Marlboro, addio Camel e Chesterfield con la tessera si possono acquistare solo sigarette italiane e tedesche. (copyright Omega fotocronache) Però c’è ancora tempo per un ultimo sussulto sportivo prima del grande botto. Si corre il XXVIII Giro d’Italia. Un ragazzo smilzo, timido, di appena vent’anni, con un fisico all’apparenza gracile, con un naso troppo grande e poco aerodinamico è alla testa del gruppo variopinto. La sua maglia biancoceleste e la sua Bianchi sfidano i grandi campioni. Fausto Coppi da Castellania, classe 1919, vincerà al suo esordio il Giro d’Italia. È l’inizio di una grande storia sportiva ed umana che segnerà un intero periodo del Bel Paese. Il suo destino è scritto. Fausto Coppi è un campione, anzi è il “campionissimo”. La miracolosa agilità della sua pedalata farà di lui il corridore più grande di ogni tempo. Nemmeno cinque anni di interruzione a causa della guerra riusciranno a fermarlo. Dopo il Giro del ’40, verranno quelli del ’47, ’49, ’52 e ’53. Vincerà due Tour de France, cinque Giri di Lombardia, tre Milano-Sanremo, un Mondiale e stabilirà anche il record dell’ora.

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