Archivio per dicembre, 2013


Al prossimo che mi dice che “devo essere attore del cambiamento” prometto solennemente – non mi interessa il ruolo che questa persona ricopre, fosse anche il presidente della Repubblica – una testata diretta diretta sul naso!

Che cosa significa “cambiamento” in sé? Nulla. Così come non è detto che il cambiamento sia necessariamente positivo. Tra una persona viva e la medesima morta c’è un bel cambiamento, ma chiedetele cosa ne pensa (se vi risponde, preoccupatevi…)

Quindi, se volete fare slogan, fate pure, ma non tiratemi in mezzo!

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Ascolto a destra e a manca una serie di parole vuote. Analisi, interpretazioni, giudizi. Una quantità enorme di parole per un semplice concetto: l’Italia è stata fatta fallire da una classe dirigente che, oltre ad essere incapace, ha avuto come unica guida il proprio interesse o l’interesse della propria categoria.

Quindi ci troviamo nella situazione in cui siamo e le persone, che sono molto meno stupide di quanto si pensi (o almeno di quanto pensassi io), se ne sono rese conto, hanno ben chiare le ragioni, conoscono perfettamente i colpevoli. A questi ultimi chiedono di andarsene.

I Porconi (alla Orwell intendo), quelli per i quali la legge è più uguale, invece si arroccano nelle loro belle torri e cercano in ogni modo di resistere. Parlano di cambiamento, ma usano questa parola solo per esorcizzarla.

I conniventi sono i giornalisti che in Italia sono l’espressione della classe dirigente e non un potere che la limita e controlla…

Troppo semplice? Forse, ma purtroppo credo ancora nel principio di causa-effetto…


Napolitano dice oggi che gli italiani non chiedono il voto.

1/3 degli italiani non vota. I restanti 2/3 votano quasi equamente distribuiti centrodestra, centrosinistra, movimento 5 stelle.

Quindi ciascuno schieramento rappresenta 2/9 degli italiani.

I 2/9 del movimento 5 vogliono votare.

Il PD ha appena fatto le primarie. L’80% ha votato o Renzi o Civati che vorrebbero votare.

Il PDL si è sfasciato, supponiamo magnanimamente che tra NCD e FI le
Forze siano eguali… 1/9 vorrebbe andare a votare.

Del terzo che non vota, supponiamo che la metà sia per il voto e l’altra metà no.. Tanto che gli frega, loro non votano…

Facciamo la somma: 2/9 + 0,8*2/9 + 1/9 + 1/6= 0,66. Vorrebbero votare..

In pratica, solo un terzo della maggioranza degli italiani non vuole tornare a votare.
Su cosa basa, allora, le sue convinzioni contrarie il Presidente della Repubblica?

Ma soprattutto: gli compete, forse, fare queste considerazioni? Non mi pare…

Ma la costituzione è valida solo quando fa comodo…

I conti li ho fatti in metropolitana, se ho sbagliato su un argomento così importante, mi merito una grande cazziata!!!