Archivio per la categoria ‘Giornalismo’


Abito a Rozzano, ridente comune a Sud di Milano. A dire il vero non si capisce cos’abbia da ridere dal momento che se ne parla solo per persone scomparse, fallimenti di municipalizzate, presepi più o meno mancati.

In fondo, però, se si escludono le zanzare io a Rozzano ci sto bene. Almeno per adesso. Potrei starci meglio? Hai voglia! Soprattutto se completassero il prolungamento della linea tranviaria 15, che da piazza Fontana termina attualmente (per chi è pratico della zona) in prossimità della Torre della Telecom.

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Ora c’è un vecchio puttaniere (non lo dico io, lo dicono i suoi avvocati), che ha mentito mentre era Presidente del consiglio (“non ho mai pagato per andare con una donna “), che passerà per l’ennesima volta per perseguitato e andrà a braccetto con il suo degno successore (non per quanto riguarda la prostituzione, ma per avere come unico interesse i fatti propri).

Voglio il Canada…


Domanda:

 

Risposta:

 

 


Mi chiedo se coloro i quali hanno criticato il post di Grillo che parafrasava “se questo è un uomo” lo abbiano veramente letto… Ho sentito parlare di antisemitismo!?!?

Spesso non sono d’accordo con le sparate di Grillo, ma in merito all’ultimo post condivido sia forma che sostanza.

Sarò inconsapevolmente nazista…


On. Boccia, Lei che voleva far pagare le tasse a Google, Apple, etc., perchè non grida e fa pagare le tasse in Italia anche alla FIAT ora che ha sede fiscale in GB????

Dai, sù, un po’ di coerenza!!!


Oramai chi legge questo blog sa che di recente, non fidanodmi più di ciò che dice il PD, dubito fortemente di tutto ciò che gli esponenti del medesimo partito dicono. La Bonafè è un fulgidissimo esempio di YES-MAN (WOMAN, in questo caso) che riporta slogan di cui non conosce i contenuti.

Per valutare quanto L’On. Bonafè dice sulle province vi invito a leggere (sono poche pagine e basta scorrerle per capirne il senso) la relazione della Corte dei Conti (la trovate qui). Il sunto è molto semplice: le province di fatto non scompaiono; non c’è risparmio nel lungo periodo, è altresì probabile un aumento di spesa nel breve-medio termine.

Mi permetto di dire, inoltre, che è interessante che una Onorevole della Repubblica, firmataria di una mozione, decida di non votarla per spirito di partito e salvaguardare un accordo con un condannato in via definitiva.

Vede, Onorevole Bonafè, se Lei fosse stata eletta con le preferenze (che non volete nella legge elettorale, ma che sostenevate fino al giorno prima dell’incontro Renzi-Berlusconi), avrebbe dovuto rendere conto ai suoi elettori e non al Partito… Ma è troppo complicato il ragionamento, me ne rendo conto.

E’ inoltre scandaloso che l’intervistatore – l’immarciscibile Bruno Vespa – non abbia letto almeno la relazione della Corte dei Conti… Ma non dovrebbe essere un giornalista? Boh…

Morale, chi secondo voi è più credibile?


Se Cazzullo non sa cosa sia un figlio Excel, allora gli va tolta la possibilità di scrivere di cronaca sia essa politica o meno.

Mio padre è del ’46, non è un genio dell’informatica e per campare sa da almeno 15 anni cos’è un foglio Excel.

Mi chiedo: se un giornalista come Cazzullo (che è pure simpatico, la mia critica è puramente professionale) ignora strumenti che fanno parte della quotidianità di moltissimi, come fa a parlare della realtà? Ovvio, per esempio, che la banda larga non sia oggetto di discussione giornaliera, chi dovrebbe sollevare tali questioni non sa nemmeno di che si tratta!

Tutti a casa, Cazzullo compreso!