Archivio per la categoria ‘Job’

Il TAV e CAVOUR

Pubblicato: ottobre 15, 2015 da checco76 in Attualità, Cronaca, Economy, Europa, Italia, Job, No-Tav, Pensieri, Protesta, Societa'
Tag:, , , ,

Personalmente non ho ancora ben capito chi abbia ragione nella vicenda TAV; non trovo, infatti, fonti imparziali che diano dati e non l’elaborazione di dati. Qualche tempo fa, però, ho sentito alla radio l’intervista a un dirigente del progetto.

Il suddetto con enfasi spiegava come i tunnel in uso attualmente siano stati la geniale intuizione di Cavour che, di fronte al progresso tecnologico dell’epoca, intravide la necessità di costruire collegamenti per la circolazione delle merci e delle persone. Così il traforo in Val di Susa rappresenterebbe la continuazione del pensiero illuminato dello statista…

Il discorso è molto scenico, emozionale e corrisponde a uno schema preciso delle tecniche della comunicazione: citare personaggi noti a tutti, sottolinearne il genio e la grandezza, creare una connessione tra la loro azione e l’azione contemporanea.

Una volta ascoltate queste parole l’idea che mi sono fatto è che hanno ragione i NO-TAV. 

Pensare che le infrastrutture richieste dallo sviluppo tecnologico odierno possano essere uguali a quelle richieste ai tempi di Cavour equivale a:

  1. Negare il progresso tecnologico;
  2. Non avere la minima idea delle tecnologie disponibili.

Mi ricorda molto il tunnel dal CERN al Gran Sasso: “‘sti neutrini dovranno pur passare da qualche parte…”

Purtroppo non trovo su Internet il pezzo in cui il giovane (almeno dalla voce) dirigente fa il suo pistolotto, altrimenti avrei messo il link…


Non credevo fosse mai possibile. Eppure è così. IO RIMPIANGO BETLUSCONI.

Quando il Sig. B. faceva qualche porcata, subito vi era una levata di scudi; subito si gridava allo scandalo; manifestazioni!

Oggi succede di tutto (veramente di tutto) e nessuno dice nulla! Almeno Berlusconi i voti in parlamento li aveva presi alle elezioni, quelli di oggi manco quello han fatto!

Mi vergogno, ma: VIVA BERLUSCONI 


Premiare il merito.
Ma cos’è il merito?

Io me lo chiedo da tempo. È forse fare bene il proprio lavoro nei tempi stabiliti? A prima vista sembrerebbe di sì… Ma quell’aggettivo “bene” cosa significa? Difficile da spiegare.

E poi nei tempi stabili; chi li stabilisce i tempi? Quasi mai chi detta i tempi è colui che li deve rispettare.

Oramai lavoro da più di dieci anni e una cosa l’ho imparata: le aziende non premiano il merito, premiano la disponibilità. Non è una critica, è un fatto. Tra l’altro non ritengo che sia neppure sbagliato, nel senso che è comprensibile che una organizzazione premi chi si dedica di più all’organizzazione stessa.

Non è una condizione sufficiente, ci mancherebbe, ma è sicuramente una condizione necessaria.

È proprio per questo che oggi come oggi si cerca di rendere i lavoratori più dipendenti dalle aziende (più precari) in modo che siano disponibili. Si interviene sui contratti e sulle forme di lavoro, infatti. Se si volesse creare merito, s’interverrebbe sulla scuola e l’università. Si vuole aumentare la base dei disponibili.

No, oggi non si “premia” il merito si “premia” chi è disposto a sacrificare se stesso per l’azienda… È il motivo per cui le donne sono discriminate; per cui società come Apple pagano il congelamento degli ovuli delle proprie dipendenti…

Io,quindi, diffido di chi mi parla di merito… Se ci fosse ancora qualcuno a seguire questo vituperato blog, chiederei opinioni, ma probabilmente rimarrò con la mia sola…

Tristezza…


Cosa nel mondo del lavoro oggi conta di più? Una grande competenza o una rete di contatti molto estesa?
Ovvio che dipende dal ramo, ma siete sicuri che i medici più bravi diventino primari? Io no…
E quando si parla di competenze di cosa si tratta?
Sarò molto onesto, io spesso faccio fatica a spiegarmi il mondo che mi circonda perché la realtà contrasta fortemente con le categorie che vengono utilizzate per definirla. Un esempio. Oggigiorno tutti vogliono essere Manager!!! Manager significa gestore. Pochi capiscono (o molti forse fanno finta di non capire) che è la parola che precede quella manager che qualifica l’attività e che richiede competenze specifiche. Inoltre, la parola qualificante è, a sua volta, ulteriormente specificata dal contesto.
Le competenze sono difficili da acquisire e, paradossalmente, ingessanti in termini di carriera. Meglio qualche buono ed elevato contatto…


Tra una contrazione e l’altra ho ascoltato un po’ del discorso del neo-presidente del consiglio. Interessante ed ambizioso. Molti buoni propositi. Bellissimo il passaggio sull’istruzione.

Però… Perché c’è sempre un però…

1) perché invece di dire che il problema del lavoro in Italia è dovuto alle regole, non si dice la verità ovvero che burocrazia e corruzione disincentivano gli investimenti? (È il risultato di tutte le ricerche e dei sondaggi sottoposti agli investitori esteri)

2) dove trova i soldi? IMU? Patrimoniale? F-35? (NO)-TAV? Io non l’ho capito!

3) il governo non crea lavoro, al più crea le condizioni per investire…

4) La maggioranza è la stessa e Napolitano piuttosto che andare a votare fa tornare al governo Berlusconi


Cosa pensate di Linkedin?

Io lo trovo molesto. C’è un sacco di gente, che non solo non conosco, ma nemmeno ho mai visto, che mi chiede di condividere conoscenze e poi segnala alcune mie professionalità.

Come faccia uno che manco mi conosce a sapere se faccio bene o male qualcosa per me rimane un mistero, ma così è…

Altro aspetto assolutamente indecente (per quanto spassoso) sono i curricula delle persone!

C’è gente con cui ho lavorato che si descrive come dotata di una spiccata attitudine al “problem solving”… Io piuttosto li definirei molto dotati per il “problem avoiding” o “leaving problem to anybody else”…

Mi chiedo: ma non c’è un controllo? Insomma sembra che su Linkedin tutti siano tanto bravi; d’altra parte secondo la tendenza che va per la maggiore uno che ha fatto per soli due anni un mestiere è un esperto in quel settore… Ma forse sono io che sono stupido di fronte alla massa di genialoidi che mi circonda e dopo 10 anni di industria di processo, ogni giorno imparo (o sbaglio) qualcosa… O forse gli altri mentono?

Chi può dirlo?


L’Italia è oramai allo sfascio. Ciò che più mi sconvolge, però, è come sia possibile che gli italiani diano ancora credito a coloro che sono stati la causa della situazione in cui si trovano?

Siamo così fessi?

Ma fessi forte !