Archivio per la categoria ‘Lavoro’


Abito a Rozzano, ridente comune a Sud di Milano. A dire il vero non si capisce cos’abbia da ridere dal momento che se ne parla solo per persone scomparse, fallimenti di municipalizzate, presepi più o meno mancati.

In fondo, però, se si escludono le zanzare io a Rozzano ci sto bene. Almeno per adesso. Potrei starci meglio? Hai voglia! Soprattutto se completassero il prolungamento della linea tranviaria 15, che da piazza Fontana termina attualmente (per chi è pratico della zona) in prossimità della Torre della Telecom.

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Dovrebbero inventare il galateo del ritorno dalle ferie!

Caro collega che fino a ieri stavi con gli zebedei in ammollo, mentre il sottoscritto lavorava (anche per te) e con prudenza evitava di disturbare il tuo meritato riposo, perché appena tornato devi scassare le scatole e non spendi un minuto per leggerli i documenti????

La prossima estate:

  • mi faccio dare il cellulare privato di tutti;
  • li chiamo tutte le notti alle 3;

Poi, quando parto io, rompo la SIM così non mi beccate più! Eccheccazz….


Votate no per dare un mandato forte al Vostro primo ministro.

Votate no per dire che è necessaria una soluzione definitiva.

Votate no per non essere ostaggio dì nessuno.

Votate no perché forse qualcuno si svegli.

Votate no per affermare la vostra sovranità.

Votate no perché le soluzioni che vi hanno fino a oggi imposto sono state tutte sbagliate.

Vi sono altri 100 motivi. 


Premiare il merito.
Ma cos’è il merito?

Io me lo chiedo da tempo. È forse fare bene il proprio lavoro nei tempi stabiliti? A prima vista sembrerebbe di sì… Ma quell’aggettivo “bene” cosa significa? Difficile da spiegare.

E poi nei tempi stabili; chi li stabilisce i tempi? Quasi mai chi detta i tempi è colui che li deve rispettare.

Oramai lavoro da più di dieci anni e una cosa l’ho imparata: le aziende non premiano il merito, premiano la disponibilità. Non è una critica, è un fatto. Tra l’altro non ritengo che sia neppure sbagliato, nel senso che è comprensibile che una organizzazione premi chi si dedica di più all’organizzazione stessa.

Non è una condizione sufficiente, ci mancherebbe, ma è sicuramente una condizione necessaria.

È proprio per questo che oggi come oggi si cerca di rendere i lavoratori più dipendenti dalle aziende (più precari) in modo che siano disponibili. Si interviene sui contratti e sulle forme di lavoro, infatti. Se si volesse creare merito, s’interverrebbe sulla scuola e l’università. Si vuole aumentare la base dei disponibili.

No, oggi non si “premia” il merito si “premia” chi è disposto a sacrificare se stesso per l’azienda… È il motivo per cui le donne sono discriminate; per cui società come Apple pagano il congelamento degli ovuli delle proprie dipendenti…

Io,quindi, diffido di chi mi parla di merito… Se ci fosse ancora qualcuno a seguire questo vituperato blog, chiederei opinioni, ma probabilmente rimarrò con la mia sola…

Tristezza…


Cosa nel mondo del lavoro oggi conta di più? Una grande competenza o una rete di contatti molto estesa?
Ovvio che dipende dal ramo, ma siete sicuri che i medici più bravi diventino primari? Io no…
E quando si parla di competenze di cosa si tratta?
Sarò molto onesto, io spesso faccio fatica a spiegarmi il mondo che mi circonda perché la realtà contrasta fortemente con le categorie che vengono utilizzate per definirla. Un esempio. Oggigiorno tutti vogliono essere Manager!!! Manager significa gestore. Pochi capiscono (o molti forse fanno finta di non capire) che è la parola che precede quella manager che qualifica l’attività e che richiede competenze specifiche. Inoltre, la parola qualificante è, a sua volta, ulteriormente specificata dal contesto.
Le competenze sono difficili da acquisire e, paradossalmente, ingessanti in termini di carriera. Meglio qualche buono ed elevato contatto…


Tra una contrazione e l’altra ho ascoltato un po’ del discorso del neo-presidente del consiglio. Interessante ed ambizioso. Molti buoni propositi. Bellissimo il passaggio sull’istruzione.

Però… Perché c’è sempre un però…

1) perché invece di dire che il problema del lavoro in Italia è dovuto alle regole, non si dice la verità ovvero che burocrazia e corruzione disincentivano gli investimenti? (È il risultato di tutte le ricerche e dei sondaggi sottoposti agli investitori esteri)

2) dove trova i soldi? IMU? Patrimoniale? F-35? (NO)-TAV? Io non l’ho capito!

3) il governo non crea lavoro, al più crea le condizioni per investire…

4) La maggioranza è la stessa e Napolitano piuttosto che andare a votare fa tornare al governo Berlusconi


On. Boccia, Lei che voleva far pagare le tasse a Google, Apple, etc., perchè non grida e fa pagare le tasse in Italia anche alla FIAT ora che ha sede fiscale in GB????

Dai, sù, un po’ di coerenza!!!