Archivio per la categoria ‘Lingua Italiana’


In genere cerco di evitare di dare consigli, però oggi uno ve lo do, sicuro che sia uno di quelli buoni.

Leggete il “Regno Degli Amici” di Raul Montanari è semplicemente stupendo.


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Per la serie “le parole contano”, vorrei fare un appello:

Basta. Basta accettare di essere definiti “Risorse Umane”.

Ma si può sapere chi ha deciso che gli esseri umani debbano – o, meglio, possano – essere associati a materie produttive inanimate???

E soprattutto, perchè lo accettiamo senza colpo ferire?

Io non ci sto più. E quando mi chiameranno all’ufficio dell’HR io preferirò far notare che vado all’ufficio del Personale

A pensarci bene l’epressione “Risorse Umane” rispecchia bene l’epoca che nella crisi mondiale sta vivendo il suo apice, quella che aveva nel profitto e nell’arricchimento personale lo scopo ultimo del proprio impegno, da perseguire in ogni modo e con ogni prezzo… gestendo al meglio le risorse a propria disposizione, fossero esse finanziarie, naturali o umane. E poco importa se una cattiva gestione di queste risorse porta alla perdita delle stesse. In fondo, che differenza c’è tra la perdita di risorse finanziarie, la perdita di risorse naturali e …la perdita di risorse umane?

Non sono solo parole.


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Continuiamo con la serie “Chicche di Strada“!

Il biglietto era appeso alla porta d’ingresso del nostro stabile. Ora, con tutto il rispetto per l’autrice, proverò a farne l’esegesi.

“Ragazza con esperienza”: sarei molto interessato a capire a che genere di esperienza faccia riferimento;

“Da”: spero che tra “tutte le materie” l’aspirante insegnante non includa anche l’italiano, non vorrei che lezioni d’italiano venissero impartite a mio figlio da una persona che confonde un verbo con una preposizione…

“Lezioni di ripetizioni”: aaaahhhhh ora è chiaro! Non impartisce lezioni, ma insegna come fare ripetizioni! È una specie di corso per professori, ora è chiaro!

“Per ragazzi”: evidentemente si rivolge al solo genere maschile… Ora capisco la “ragazza di esperienza”!

Ritengo che l’autrice del biglietto debba riceverle piuttosto che impartirle le ripetizioni! Ma almeno un po’ d’amor proprio…

Vabbè…


La premessa è dovuta. Ho sempre scritto e parlato utilizzando un pessimo italiano. La mia non è una scelta stilistica, si tratta di pura incapacità unita ad una discreta ignoranza. Lo ammetto con una certa dose di vergogna che mi spinge, ogni qualvolta commetto un errore e qualcuno me lo fa notare, a desiderare di scomparire in un istante.

Allo stesso modo la vergogna mi spinge ad ammirare in modo sconsiderato coloro i quali sanno esprimere i propri pensieri utilizzando termini e costrutti linguistici appropriati.

Ma perché scrivo cose del genere? Perché di recente leggo un po’ di commenti riportati su forum e blog (EUROSPORT, Beppe Grillo, Corriere della Sera, Repubblica, etc.) e mi pare di essere l’unico a vergognarsi per la propria ignoranza.

Non parlo della punteggiatura dei post (il mio professore del biennio al liceo mi dava sempre 4 nei temi per il mio pessimo rapporto con punti e virgole), ma di casi che definirei “senza speranza!!!”

C’è gente che – risulta chiaro dai post che scrive – ignora la differenza tra “a” ed “ha”; altri per i quali il verbo “dare” alla terza persona singolare del presente indicativo equivale ad una preposizione semplice.

Ma ciò che più impressiona è che se a tali individui viene segnalato l’errore, invece di vergognarsi si arrabbiano!!!

Lo sfogo (ovviamente scritto in tram e sicuramente ricolmo di orripilanti errori di forma e grammatica… ARGHHHHH!) nasce dall’aver letto un commento su EUROSPORT in cui l’unica parola corretta era: cazzo…


I miei amici mi prendono – non a torto – sempre in giro dicendo che ascolto musica vecchia. È vero. Non posso discolparmi in alcun modo.

Sarà l’età ed il fatto che sono affezionato a ciò che ascoltavo quando ero più giovane (neanche tanti anni fa, sia ben chiaro!), eppure la musica di oggi non riesce ad entusiasmarmi.

Cantano tutti le stesse cose! Ci sono pochi gruppi che fanno veramente musica e quando ci sono dopo poco le logiche di mercato li fanno diventare melensi e scontati come tutto il panorama circostante.

Non chiedo un altro De André – di genio ne nasce uno ogni cento anni – ma pagherei perché spuntasse almeno un nuovo Vasco! Insomma una voce fuori dal coro, dissacrante e un po’ dannata…

Oggi guardavo i titoli sull’Apple store e mi sono chiesto se chi fa musica ha come target solamente il o la 14enne con gli ormoni a livelli da ricovero!

E poi… Qualcuno vuole dire a gente come Biagio Antonacci che ormai ha 49 anni, i capelli bianchi ed è anagraficamente più vicino a mio papà che ai 20enni di oggi? Dovrebbe cantare di prostata e non di “amori carnali” (con tutto il rispetto per mio papà).


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Ci sono centinaia di miliardi di barzellette sui carabinieri. Uno pensa che siano tutte “storie”, pero’ poi la realta’ supera la fantasia anche del miglior umorista.

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Nomi e Verbi

Pubblicato: febbraio 21, 2007 da checco76 in Lingua Italiana, Scuola
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Stasera ho avuto una colta (non grazie alla mia persona) discussione in merito alle Brigate Rosse, all’ordine costituito, alle rivoluzioni, alla destra ed alla sinistra, al capitalismo, al comunismo, al socialismo, alla televisione etc. etc…. Insomma… Quel tipo di cose che solo un paio di birre ti permettono di parlarne. Il tutto, sicuramente, trovera’ posto in un bel post che mi riprometto di scrivere non appena avro’ un poco di tempo; l’argomento merita attenzione e concentrazione e stasera mancano entrambe!

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