Archivio per la categoria ‘Manovra Economica’


Ho sviluppato una discreta simpatia per il ministro Saccomanni; non perché sia una persona di piacevole compagnia (non lo conosco), ma perché ha detto l’unica cosa seria degli ultimi anni:”è ora che gli italiani sappiano la verità sui conti pubblici”.

Dopo questa frase lo hanno riempito di insulti. In ultimo un esponente del PD (non ricordo quale) ha detto che all’economia ci vuole un politico. Mi viene da pensare che Saccomanni sia troppo pratico. Se così fosse allora mi sta simpatico.

Sì, perché nessuno dice esattamente come stanno le cose… E guardando la difficoltà di reperire cifre che per uno stato come era l’Italia dovrebbero essere irrisorie, s’intuisce che le cose stanno messe molto, molto male…


L’Italia è oramai allo sfascio. Ciò che più mi sconvolge, però, è come sia possibile che gli italiani diano ancora credito a coloro che sono stati la causa della situazione in cui si trovano?

Siamo così fessi?

Ma fessi forte !


L’Italia è un giardino Fiorito per coloro che tra i propri “Lusi” e costumi hanno quello di fare i ricchi con i soldi altrui.

C’è stato Lusi che usava i soldi di un partito defunto. Minzolini che usava la carta di credito della RAI per gli affaracci propri. Neither the Last nor the least, è il turno di Franco Fiorito, consigliere regionale del Lazio, che si comprava automobili e si pagava cene da nababbo con i soldi del partito.

Il denominatore comune ai tre casi descritti è il fatto che nessun dei signori sopracitati utilizzava i propri soldi, ma in tutti i casi venivano utilizzati soldi pubblici, cioè anche miei…

Il timore è che si tratti solo di questione di tempo, fino ad arrivare al prossimo caso… E allora? E allora è sbagliato dire che “i politici sono tutti uguali”, ma per evitare che i politici diventino sempre più uguali tra loro è necessario introdurre delle regole che limitino la possibilità che un individuo diventi per troppo tempo referente d’interessi; in altre parole è necessario stabilire un numero massimo di mandati…

Basterebbe anche solo questo al PD per disinnescare, almeno in parte, la bomba Grillo, chissà perché non lo propone?

Bah, chissà???


Conversazione avvenuta in data odierna presso un esercizio all’interno della stazione centrale di Milano.

Io: buongiorno, potrei avere una bottiglia d’acqua naturale?

Barista: certo! 3€

(penso:”minchia quanto è cara”)

Il Barista mette 2 bottiglie sul bancone.

Io: No, guardi, ne volevo una sola..

Barista: ah, ok, mi scusi… Quanto mi ha dato? 3€? Ecco 1,50€ a lei. Arrivederci.

Dopo un po’ d’attesa…

Io: mi scusi… Lo scontrino?

Barista: oh, certo, eccolo…


Leggo oggi un articolo sul fatto che le scuole private vorrebbero un’esenzione al pagamento dell’IMU.

Protestano le famiglie, che dicono che l’imposta comporterebbe un aumento delle rette. Se così fosse basterebbe iscrivere i figli alla scuola pubblica.

La Costituzione Italiana assicura il diritto allo studio e mi pare che, nonostante gli sforzi per distruggere la scuola pubblica in Italia, tale diritto sia ancora garantito.

Le scuole private percepiscono già un contributo statale (non ho mai capito perché) e non mi pare che siano “luoghi di culto”, condizione quest’ultima – dal mio punto di vista condivisibile – per essere esentati dal pagamento dell’IMU.

Quindi, onestamente, faccio fatica a capire il motivo della lamentela.


Ho visto l’ultima puntata di “Piazza Pulita”; i temi trattati erano l’anti-politica, Il Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, la crisi (ovviamente), il Trota, la Lega Nord, etc. etc.

(altro…)


Un piccolo ragionamento.

Non pagare le tasse equivale a ricevere dei servizi (prestazioni sanitarie, costruzione/manutenzione strade pubbliche, illuminazione, etc. etc.) senza pagarli. Equivale, quindi, a rubare.

Rubare è peccato, o almeno mi sembra di ricordare che lo sia… Non ero assiduo frequentatore del catechismo, ma ho una discreta memoria.

Allora mi chiedo: quale necessità ha il Cardinal Bagnasco di specificare che evadere è peccato? Tra i doveri del buon pastore non dovrebbe esserci anche quello dell’insegnamento? Ed allora così come spesso la Chiesa consiglia i credenti (e non) circa gli atteggiamenti sessuali, non dovrebbe (e non avrebbe dovuto in passato) ricordare/insegnare anche i comportamenti fiscali?

Se in passato non l’ha fatto, oltre che fare “mea culpa” in merito al pagamento dell’ICI, dovrebbe fare “mea culpa” per non aver indicato anche in materia fiscale la retta via..